Il gioco al massacro a sinistra del Pd

In un contesto del genere non si capisce a cosa possa servire uno come Pisapia

Il gioco al massacro a sinistra del Pd

Susanna Camusso, Ugo De Siervo, Tomaso Montanari, Carlo Smuraglia e Massimo Giannini (foto LaPresse)

All’inizio della settimana, Giuseppe Turani, su Uomini & Businnes, si è applicato a contare le organizzazioni a sinistra del Pd; sono una trentina. Ovviamente non le troveremo tutte, quando si voterà, sulla scheda elettorale, anche perché, come scrive Turani, molte di esse consistono in “uno stock di bandiere rosse, una cinquantina di militanti, un leader grafomane e una moglie che prepara gli spaghetti”. Alcune di queste, però, insieme a quelle un po’ meno irrilevanti, si stanno dando un gran da fare in vista dell’appuntamento elettorale. L’idea di una lista che in qualche modo affiancasse il Pd di Renzi “da sinistra”, guidata da un ex sindaco, inviso all’Anm e al Fatto, che aveva votato Sì il 4 dicembre, non era forse una idea malvagia ma, dopo la manifestazione di Santi Apostoli a Roma, sembra definitivamente essersi persa per strada. Non c’è più nemmeno il rischio di un remake del bertinottismo, che pure era presente. Andrà peggio. Finirà con due liste che gareggeranno in ostilità nei confronti del Pd e del suo segretario. In un contesto del genere non si capisce a cosa possa servire uno come Pisapia. L’egemonia della nuova formazione appartiene ormai chiaramente a Massimo D’Alema. Perché allora due liste? Perché i partitini così ben descritti da Turani si stanno comunque facendo sentire. È partita la gara a chi la spara più grossa e il primo colpo l’ha sparato Tomaso Montanari che, sentendosi trascurato, ha subito criticato Bersani accusandolo di ridurre tutto all’antirenzismo. “Renzi è un eversore – ha sobriamente premesso il professore – ma anche voi siete un problema”. Il gioco al massacro continuerà.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    04 Luglio 2017 - 11:11

    Renzi pare moribondo, ma non e' che la sinistra stia molto bene. Siamo alla resa dei conti, tuona qualcuno. Dopo aver appena promosso e celebrato primarie esaltanti. Uno dei concorrenti alle quali, sconfitto va in piazza in veste di ministro ad applaudire chi dal palco reclama discontinuità politica e programmatica con il governo di cui egli fa diligentemente parte. E reclama pure nuove primarie allargate, se e' per questo, per tentar di far fuori per prima cosa chi le ha appena vinte. Si direbbe una farsa, se non fosse tragedia. Della sinistra, s'intende. Ma un po' di tutti, visto che al momento ci governano.

    Report

    Rispondi

  • Andrea

    04 Luglio 2017 - 08:08

    I rivoluzionari da salotto come il Montanari prof. vedono nel possibile - ancor se tenue - riformismo di Renzi ( ancora troppo fermo alla sconfitta referendaria), soprattutto rispetto ai loro canoni di riferimento rivoluzionari e salottieri..., la plastica figura dell'eversione. Il gioco al massacro della sinistra-sinistra-sinistra-sinistra... è nella regola. Il vero nemico è il riformismo, quello da abbattere sfruttando l'onda lunga del no. Vogliono continuare a giocare alla rivoluzione anche nel presente millennio. Per questi, il muro di Berlino, rispetto a quello che hanno in testa, era un muricciuòlo.

    Report

    Rispondi

Servizi