Cosa c'entrano le buche di Raggi con la riforma del processo penale

A Roma il sindaco, invece di tappare le buche, mette un cartello e limita la velocità delle macchine. In parlamento hanno fatto la stessa cosa con processi e prescrizione

Cosa c'entrano le buche di Raggi con la riforma del processo penale

La imposizione del limite di velocità a 30 km/n su ampi tratti della via Cristoforo Colombo di Roma, una strada a scorrimento veloce su dieci corsie nei due sensi, è chiaramente simbolica. Una metafora della cattiva politica. La via Colombo ha ormai un manto stradale paragonabile a quello delle periferie di Baghdad e con sempre maggiore frequenza le persone che la percorrono si fanno male, molte seriamente, alcune purtroppo definitivamente. Inevitabili, e in forte aumento, le cause di risarcimento al comune di Roma da parte degli infortunati o dei parenti delle vittime. Un’amministrazione appena decente capirebbe che è anche economicamente conveniente tappare le buche. Invece la sindaca e i suoi astuti consiglieri hanno deciso altrimenti. Sono comparsi cartelli col limite di velocità e, a spiegazione, il simbolo della cunetta. Lo sprezzo per la realtà ha mutato le buche di natura. Ora se uno si fa male dovrà dimostrare che osservava i limiti, altrimenti la causa è persa. Il comune ci guadagna due volte perché non spende per i lavori e incassa le multe che, con rara improntitudine, hanno cominciato a fare. Quando qualcuno protesterà è facile immaginare la insopportabile sindaca col ditino alzato a spiegare che “più velocità è più pericolo” e che lei ci deve proteggere. Ma, ad essere equanimi, la Cristoforo Colombo, come la chiamano i romani, non è solo la metafora della cattiva politica a 5 Stelle. Una legge di “riforma” che, siccome i processi durano in eterno, allunga i termini di prescrizione, non equivale a lasciare le buche e mettere un cartello?

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Commenti all'articolo

  • fabriziocelliforli

    16 Giugno 2017 - 20:08

    Anni fa (indeterminazione voluta) per il T.P.P. offshore da e per le piattaforme E.N.I., un'ispezione non dirò di chi stabilì da un giorno all'altro che esse non potevano reggere il peso degli elicotteri AB -412, un po' datati ma perfetti per quello scopo. Essi furono sostituiti con gli A-109 i quali, peraltro versatili, peccato siano nati come trasporto vip non foss'altro per la esigua capacità di carico. Che c'entra con le buche? Invece che adeguare le piattaforme all'impatto di un 412 in caso di crash (peso max al decollo moltiplicato tre) , hanno cercato e trovato il modello di elicottero (guarda caso in enorme disponibilità) che rientrasse nel valore massimo sostenibile dalle piattaforme (10t.) Caro Bordin: un abbraccio solidaristico fraterno.

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  • giantrombetta

    16 Giugno 2017 - 09:09

    La porcheria sulla prescrizione ha un padre politico che si chiama Matteo Renzi. Il sedicente riformatore che fa a gara con la Raggi nel lasciar buche mettendo cartelli. Qualcuno informi entrambi che per legge fisica le buche diventano voragini i cui si sprofonda malgrado i cartelli. Per uscire di metafora, allungare la prescrizione e dunque i già interminabili processi non si traduce nel far giustizia ma esattamente il contrario, come sa ogni giurista con la testa sulle spalle. Le buche della nostra giustizia sono già tante. Ci mancava una riforma che in luogo di tapparle le porti a diventar voragini.

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  • marco.ullasci@gmail.com

    marco.ullasci

    16 Giugno 2017 - 08:08

    Caro Bordin, si sa che gli animali (i cittadini) sono tutti uguali, ma i maiali (chi detiene il potere pro tempore) sono piu' uguali degli altri. Pensiamo positivo: perlomeno i politici a volte possono essere rimandati a casa mentre i magistrati sono come i diamanti. Inscalfibili e per sempre.

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