Il dibattito da stadio sulla scarcerazione di Totò Riina

Praticamente nessun titolo o sommario ha aiutato il lettore a capire cosa diceva la sentenza, anzi lo ha portato decisamente fuori strada

Il dibattito da stadio sulla scarcerazione di Totò Riina

Totò Riina depone al processo di mafia sui delitti politici (foto LaPresse)

Si era cercato di mettere in guardia da un rischio che si sarebbe potuto profilare nell’interpretazione della sentenza della cassazione su Totò Riina. Puntualmente la realtà ha superato in peggio le aspettative più pessimistiche. Praticamente nessun titolo o sommario aiutava il lettore a capire cosa diceva la sentenza, anzi lo portava decisamente fuori strada. Non si possono accampare scuse. La sentenza era disponibile con largo anticipo sui tempi di chiusura dei giornali e, per una volta, la sua mole era tutt’altro che gigantesca. Otto pagine. Scritte nell’italiano lunare che si usa nelle faccende di giustizia, ma pur sempre otto pagine. Le linee del ragionamento dei giudici erano comprensibili nella loro linearità, meno relativa del solito. La forzatura operata non è stata dovuta a faziosa malafede, presente se mai in qualche dichiarazione, ma a una scelta editoriale, quella di una semplificazione così estremizzata da inquinare la fonte della notizia. Il risultato da raggiungere non aveva probabilmente finalizzazioni politiche ma è stato quasi certamente frutto di sciatto utilitarismo. Piuttosto che esporre un problema tecnico procedurale in modo comprensibile si è preferito aizzare un dibattito para filosofico affrontato con argomentazioni da curva calcistica. Il vantaggio, diciamo così, che se ne è ricavato sta nel fatto che la coda della polemica potrà essere ancora sfruttata per nuovi e più ponderati commenti. Il rischio di domani, per esempio, può concretizzarsi in un intervento di Michela Marzano.

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  • efis.loi

    07 Giugno 2017 - 22:10

    Titolo di un quotidiano di ieri in Sardegna: "Ruba una macchina e travolge tutti. Donna arrestata a Isili". L'unico investito è l'inseguitore che raggiunge la donna in fuga dopo qualche chilometro, la sorpassa, le sbarra la strada e le si para di contro. Dieci giorni di cure. Perdonate il passaggio dalle stelle alle stalle ma è la global communication, bellezza.

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  • luigi.desa

    07 Giugno 2017 - 19:07

    Tutti dobbiamo avere una morte dignitosa ,eppure ho visto morire persone dilaniate sotto i bombardamenti e persone dilaniate dal dolore per patologie terribili. Qualcuno vive in un modo suo . Come Davigo,mi pare . Certe volte i magistrati sono proprio strani, qualcuno si preoccupa di come sta Riina ed altri infliggono pene atroci alle loro vittime in ottima salute come racconta Annalisa Chirico.

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  • luigi.desa

    07 Giugno 2017 - 14:02

    Cadono tutti dal pero . " That's press, stupid !"

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  • giantrombetta

    07 Giugno 2017 - 08:08

    Siamo alla ennesima conferma dello stato penoso del nostro circo mediatico dentro al quale si esibiscono, tra un editoriale ed un approfondimento, i pagliacci della politica.

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