La Giustizia comincia a parlare di corridoi umanitari, ma serve la politica

Una riunione di coordinamento tenuta alla procura nazionale antimafia potrebbe segnare un cambio di approccio al problema dei migranti

La Giustizia comincia a parlare di corridoi umanitari, ma serve la politica

La procura nazionale antimafia, struttura che ormai rappresenta una sede di coordinamento e indirizzo sui temi di indagine più delicati dal punto di vista della sicurezza, ha convocato una riunione con i procuratori delle zone più interessate dal flusso migratorio. Erano anche presenti rappresentanti di Frontex, Eurojust, Marina militare, Guardia costiera e delle Forze di polizia. I vertici della magistratura inquirente, oltre che dal procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, erano rappresentati dal procuratore generale della Cassazione Pasquale Ciccolo e quello della Corte d’appello di Roma Giovanni Salvi.

 

L’esigenza posta dalla riunione, spiegano le agenzie, è stata quella di un maggiore coordinamento nell’affrontare la questione dei salvataggi in mare e del ruolo delle ong, oggi superiore a quello della Marina militare. Non si è probabilmente trattato però solo di una ricognizione sulle notizie relative ai finanziamenti e ai presunti rapporti delle ong con gli scafisti. La riunione potrebbe segnare un cambio di approccio al problema, per come è interpretato dai magistrati e dalle forze operative che se ne occupano da più tempo e hanno ormai maturato la convinzione che il punto centrale del problema sia la nascita non regolamentata di un vero e proprio corridoio umanitario, privo però di quelle garanzie che solo una decisione politica può mettere in pratica. Già fissare così i termini della questione sarebbe un notevole passo avanti.

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  • giantrombetta

    27 Maggio 2017 - 11:11

    Scusate ma tutto è sempre ormai finisce in Procura? C'era una volta un Parlamento espressione della sovranità popolare, c'era una volta un governo espressione della maggioranza parlamentare, insomma c'era una volta chi investito di poteri democratici, legiferava, governava, amministrava. Insomma si industriava a risolvere i problemi politici e sociali in una repubblica fondata sul lavoro ma organizzata attraverso i partiti. E c'era una volta una magistratura che si occupava delle eventuali violazione delle leggi, indagando e se del caso,perseguendo e condannando i colpevoli. Di questo impianto cos'è rimasto in piedi oggi, nella Repubblica sempre più giudiziaria e dunque meno,popolare e democratica?

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  • efis.loi

    26 Maggio 2017 - 23:11

    Sarebbe come "a" dire che non s'alza un chiodo.

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  • guido.valota

    26 Maggio 2017 - 22:10

    Giusto. Chiamiamo l'operazione col suo nome, autoevidente: 'Vacanze in Italia'

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  • luigi.desa

    26 Maggio 2017 - 17:05

    Certo corridoi umanitari . Invece di quattro barchette il governo dovrebbe inviare l'intera flotta italiana e natanti scelti della Guardia costiera in modo da far svolgere il lavoro di salvataggio e soccorso da veri professionisti e non da supposti dilettanti in odore di non olet.

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