Drammatizzare il caso Boschi non è solo dannoso: è inutile

Comunque la si pensi parlamentarizzare la faccenda è oggettivamente difficile e forse discutibile. Giuridicizzarla è ancora peggio

Drammatizzare del caso Boschi non è solo dannoso: è inutile

Maria Elena Boschi (foto LaPresse)

Sul grande caso nato da uno stralcio dalle memorie di un più volte direttore di grandi giornali ognuno naturalmente la può pensare come crede. E’ inevitabile che ci sia chi subito ne abbia approfittato per dire sciocchezze e non occorre drammatizzare. Le mozioni di sfiducia ad personam si sono affermate a fatica per i ministri, per i sottosegretari forse la questione è ancora prematura. La mozione di censura sarà anche possibile ma rischia, se praticata con continuità, di ridurre il Parlamento a un social forum. Del resto siamo già su quella strada. Comunque la si pensi parlamentarizzare la faccenda è oggettivamente difficile e forse discutibile. Giuridicizzarla è ancora peggio. E’ inutile. Capisco la querela ma pensare che sarà poi decisiva per dirimere la questione è pura ingenuità.

 

Se esiste una netta distinzione fra verità storica e verità giudiziaria, figuriamoci la verità politica, dove quel che appare diventa comunque vero. Meglio evitare fattispecie di reato, onere della prova, eccetera. Meglio lasciare questa logica ai molti aspiranti Travaglio, anche se di segno opposto. Meglio parlare dei rischi politici che corrono i protagonisti della querelle. Ferruccio de Bortoli rischia di finire su un palco con Bersani come, più o meno, capitò a Montanelli nel ’94. Non fu un successo. Maria Elena Boschi rischia di doversi pentire amaramente di aver tanto insistito per restare al governo. Non è inevitabile ma è probabile che finisca proprio così, con insoddisfazione di tutti.

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  • luigi.desa

    12 Maggio 2017 - 12:12

    Con gli spazzini della savana sempre in azione ( le iene sono le più abili e forti) anche se la boschi fosse stata una racchia la furia adrenalinica nello spolpare la preda sarebbe stata identica. Ho due mozioni. Chi con uno scritto o altro mezzo attribuisce comportamenti poco onorevoli deve passare alla verifica di un giudice terzo sennò avviene il paradosso che una Boschi deve essere come la moglie di Cesare e chi la accusa non ha limiti nello spaziare nel fango per metterla su l'eufemico. La Boschi deve essere tetragona e ridere dei suoi critici qualunque cosa essi dicano e insistere nel suo lavoro. Ad oggi ha vinto lei che a 36 anni è stata ministro ed ora sottosegretario e continua impavida a fregandosene di tutti . I suoi critici si divertono con poco giocano tra loro con una palla di pezza mentre lei palleggia con un pallone regolamentare certificato UEFA.Chiamala scema.

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  • davide.lopre

    12 Maggio 2017 - 12:12

    A parte qualche complesso ideologico dovuto alla giovane età, trovo che la Boschi sia una donna del fare e non del dire. Caparbia e preparata, affronta meglio le questioni tecniche e non il teatro del fango dove perfino nomi illustri ormai si sono sporcati.Un Ministro che s'interessa e propone, inascoltata quindi escluderei la pressione, non mi sembra un argomento per un saggio di grande spessore culturale. Probabilmente dal barbiere, aspettando il mio turno, lo leggerei: chiaramente se non trovassi novella 2000

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  • luigi.desa

    12 Maggio 2017 - 11:11

    Rientra nella fisiologia di una corretta informazione/divulgazione che l'autore abbia a volte la verifica da parte di un giudice terzo della sua deontologia professionale e rispetto dell'etica che una comunità si è data, sennò si avrebbe il paradosso che la Boschi ( e fosse stata una racchia?) dovrebbe sempre e comunque essere come la moglie di Cesare e chi scrive articoli e libri abbia licenza illimitata. Di più ho anche molti dubbi su la satira perche più che ridendo a volte castigat mores con diffamazione e calunnia. Essere ministro non è un potere è un incarico ,tra i più alti istituzionali ma si dice anche che chi scrive -per brevità la stampa- è un potere. Reale, come si è visto con Nixon e in parte con Berlusconi. Per non parlare di Trump al quale ( anche se è incaricato dal Maligno ma non è Hitler redivivo) ,con una corale epocale sgangherata campagna contro , è stato quasi impedito di essere eletto presidente degli Usa.Dal popolo non dalla mafia americana.

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  • giantrombetta

    12 Maggio 2017 - 08:08

    Maria Elena Boschi semplicemente non doveva rientrare al governo. Se avesse avuto sensibilità e buon senso politici all'altezza della bellezza del suo volto, molto ne avrebbe guadagnato con la rinuncia in termini di credibilità e pure simpatia. E avrebbe evitato il rischio che in sede giudiziaria si accerti che pur senza esercitare alcuna pressione della vicenda della Banca Etruria con l'ad di Unicredito ha comunque parlato da ministro. Nulla di male o di illecito, naturalmente. Se non fosse che al Parlamento disse cose diverse. E mentire da ministro al Parlamento e' o dovrebbe essere politicamente letale. Dovessero star così le cose possono saperlo solo i protagonisti o stabilirlo i giudici. Ma proprio per questo trovo giusto il suggerimento alla Boschi di star lontano dalle querele cui aggiungo il cortese invito a prendersi una vacanza di riflessione dal governo.

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    • Skybolt

      12 Maggio 2017 - 13:01

      Ma suvvia, egregio, non ha capito che il nuovo corso è "chi, non cosa" ?

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