La bizzarra riunione dei tre candidati alla segreteria in un congresso non convocato

Nessuno di loro, singolarmente preso, ha la minima chance di vincere

La bizzarra riunione dei tre candidati alla segreteria in un congresso non convocato

Il parlamentare del Partito Democratico, Roberto Speranza (foto LaPresse)

La scissione del Pd è ormai data per sicura ma succedono cose che definire bizzarre sarebbe una approssimazione per difetto alla realtà. Per esempio la riunione convocata sabato mattina da tre candidati alla segreteria in un congresso o in primarie che ancora nessuno ha convocato. Si potrebbe capire se un oppositore di Renzi indicesse una assemblea per lanciare la sua sfida. Qua invece si assisterà a una singolare performance di tre esponenti del Pd che diranno ai presenti quanto sia necessario, ma anche difficile, trovare una alternativa all'attuale segretario e infatti loro non ci sono ancora riusciti e si presentano in tre, come i famosi tenori. Per di più è evidente a tutti come nessuno di loro, singolarmente preso, abbia la minima chance di vincere. Va considerato però che tutto era nato per altri scopi. La volata lunga verso la segreteria del governatore toscano Enrico Rossi aveva come fine più che trasparente il posizionamento, una volta ritirata quella autocandidatura, per una assai più sicura al prossimo parlamento europeo. La candidatura di Roberto Speranza era per i bersaniani il modo di ottenere qualche candidato in più alle prossime elezioni politiche. Non era la spada di Brenno ma, insomma, questo avevano. Quanto a Michele Emiliano l'obiettivo era la ricerca di una caratura di politico nazionale che ancora gli manca. Le loro mosse hanno invece finito per contribuire al caos che probabilmente priverà di senso i loro obiettivi.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    18 Febbraio 2017 - 10:10

    Remano da sempre contro. Hanno sempre mirato allo sfascio per un mondo, il loro, morto e sepolto. Con l'andarsene vogliono il voto altro che chiacchiere e lo sanno perché in questo caso la maggioranza è finita. La legge di bilancio di lagrime, sudore e sangue in questo sfascio lasciamola fare ai 5S e vedremo che faranno dopo lo sfascio amministrativo-organizzativo di Roma. Meglio che se ne vadano per finirla per sempre. Meglio l'antibiotico che la febbre perenne. Il paese ha bisogno di una maggioranza granitica non di ammucchiate o serpi in seno. Vada Di Maio in libera uscita e ne vedremo delle belle su tutto. Il dilettantismo al potere. Meglio queste forche Gaudine che continuare con chi ti rema da sempre, sempre contro. Vendola li aspetta con sotto il vestito niente.

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