La patata di Libero e la ricetta di Feltri

Giusto indignarsi per il titolo, ma dopo che abbiamo ridetto che ormai il buongusto è scomparso, che facciamo?

La patata di Libero e la ricetta di Feltri

Virginia Raggi (foto LaPresse)

Ferve il dibattito sul titolo di apertura di Libero uscito ieri. La patata bollente ha indignato la presidente della Camera e, ovviamente, la sindaca. È giusto, non c’è che dire. Ma dopo che abbiamo ridetto che ormai buongusto per alcuni è solo il cognome di un vecchio cantante, e per gli under cinquanta neanche quello, che altro ci diciamo? Feltri dal suo punto di vista può tranquillamente ribattere che non capisce il trambusto. Un titolo identico, dice, l’aveva già fatto sul caso Ruby e non erano intervenute autorità istituzionali. Si sa, è fatto così. Del resto il primo giornale che diresse all’inizio degli anni Novanta si chiamava L’indipendente e Vittorio Feltri fu chiamato per rialzarne le vendite. Era bellissimo, sembrava un vero giornale anglosassone. Titoli con caratteri elegantissimi, formato tabloid, analisi ponderose. Ci lavorava un mio amico e quando gli dicevo che andava un po’ vivacizzato mi spiegava che non capivo nulla. Era orgogliosissimo di quel costoso aplomb. Arrivò Feltri e dopo pochi giorni mi cadde l’occhio su un titolo a metà prima pagina. L’occhiello parlava di una fiera dell’agricoltura e i suoi strabilianti prodotti. Una marchetta invereconda. Ma il titolo era: “Il cetriolo non si ammoscia più”. Pensai al mio amico e mi misi a ridere selvaggiamente.

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  • guido.valota

    11 Febbraio 2017 - 20:08

    Non sono d'accordo sulla volgarità della battuta a doppio senso, e l'indignazione degli indignati di professione uniti nella lotta con i professionisti del vaffanculo e i politicamente correttissimi d'ordinanza mi rende felice e mi conforta nella mia sensazione. Piaccia o no, entrambi i significati della patata bollente sono pertinenti. Perciò ha fatto incazzare tutti e la gggente l'ha colto, come sempre quando una battuta dipinge la situazione meglio di cento editoriali. Charlie Hebdo se la sogna una battuta così, per tempismo, ritmo, scorretttezza. Per non parlare di Grillo, che sono certo rosichi per non averla scritta lui. Infatti è la prima volta che si incazza per una battuta di altri e non gli riescono le parole giuste. Bravo Feltri, per fare i grezzi ci vuole classe e hai fatto centro!

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  • efis.loi

    11 Febbraio 2017 - 19:07

    Anch'io per queste cose rido, a scossoni, cercando di trattenere la risata. Non so se anche questo sia selvaggio.

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  • Giovanni Attinà

    11 Febbraio 2017 - 15:03

    Diciamo la verità: non è che il titolo di Libero fosse una messa al pubblico ludibrio per la signora Raggi, ma in Italia , ogni tanto arriva l'indignazione, a seconda di chi sia nel mirino, nessuna pietà per Ruby , per esempio. Per quanto mi riguarda viva le donne , ma in questa vicenda c'è sempre lo zampino della Boldrini di turno, prima taciturna funzionaria dell'Onu, adesso sempre vigile e tra l'altro sta anche rovinando la lingua italiana, a furia di sindaca, invece di sindaco, di ministra, invece di ministro e così via.

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  • ar1ar50

    11 Febbraio 2017 - 14:02

    Bordin è un genio. Feltri è un genio. E spero che nessuno dei due si offenda. PS la Presidente e la Sindaca non sono geni.

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