Perché non possiamo chiamare populisti i grillini

I cinque stelle combattono il regime perché ne vogliono un altro

Luigi Di Maio ospite a "L'aria che tira"

Luigi Di Maio ospite a "L'aria che tira" (foto LaPresse)

Populisti, li chiamano. Ma chi lo fa sbaglia. La ribellione dei contadini meridionali che occupavano il comune per bruciare i certificati di proprietà delle terre e le cartelle esattoriali, procurandosi un effimero ma indubbio vantaggio materiale, non li riguarda. La loro rivolta non è quella di Jacques Bonhomme. E nemmeno quella, più moderna e interclassista, di monsieur Poujade. I cinque stelle combattono il regime perché ne vogliono un altro, sicuramente peggiore. Bastava vedere ieri mattina il loro premier in pectore Di Maio quando esigeva in televisione le scuse del presidente dell'ordine dei giornalisti per gli attacchi dei giornali alla sindaca Raggi. Lasciamo perdere la ridicolaggine di argomentazioni come "si vogliono insinuare divisioni fra noi inesistenti" quando è stata la gioviale senatrice Taverna a proporre di appendere per le orecchie la sindaca al filo dei panni stesi, per farla rinsavire. Il problema vero è che questo Starace in sessantaquattresimo pensa sul serio che "l'Ordine" dei giornalisti debba essere responsabile di quello che scrivono i giornali. Non un controllo deontologico, che peraltro purtroppo non c'è, ma un Minculpop ideologico. "Come si permettono di insistere sulla Raggi? Intervenga il loro capo" che sarebbe il presidente dell'Ordine. Dicono così stando ancora all'opposizione, figuriamoci se fossero al governo. Altro discorso è la minaccia di querele su singoli articoli. È un loro diritto, procedano pure. Ma hanno già vinto quando si sentono giornalisti spiegare come sia sbagliato parlare delle famose polizze perché non sono reato. Sarà inutile in tribunale, forse, ma i giornalisti che parlano così hanno introiettato la mentalità dei PM e di chi vuole ridurre i giornali a gazzette delle procure.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • fabriziocelliforli

    08 Febbraio 2017 - 13:01

    Da sottintendere e tener presente in tutti i miei contributi poveri ai ricchi e illuminanti articoli di Bordin: mi si perdoni l'ipostatizzazione. D'altronde sono cattolico ancorché affatto estremista ma ecumenista. Un cattolico ecumenista ipostatizzatore è forse la sintesi più estrema di ciò che sono: una contraddizione in termini.

    Report

    Rispondi

  • fabriziocelliforli

    08 Febbraio 2017 - 13:01

    Da sottintendere e tener presente in tutti i miei contributi poveri ai ricchi e illuminanti articoli di Bordin: mi si perdoni l'ipostatizzazione. D'altronde sono cattolico ancorché affatto estremista ma ecumenista. Un cattolico ecumenista ipostatizzatore è forse la sintesi più estrema di ciò che sono: una contraddizione in termini.

    Report

    Rispondi

  • fabriziocelliforli

    07 Febbraio 2017 - 20:08

    Come sa dire le cose Bordin , non in molti lo sanno fare. Un ceffone . Uno solo ma un sano, educativo, nonviolento ceffone è quest'ennesima meraviglia di disamina. Ceffone nonviolento perché pare dato con l'eleganza di una carezza. E non è certo una carezza. Magistrale.

    Report

    Rispondi

    • polimarco2

      08 Febbraio 2017 - 10:10

      Ma purtroppo incomprensibile per i 5 "grilli".

      Report

      Rispondi

  • Giovanni

    07 Febbraio 2017 - 08:08

    Già Di Maio fa ridere quando parla ma poi se voi mettete una foto come questa somiglia più a Dracula in crisi di astinenza da sangue umano. Abbiate pietà ...per noi.

    Report

    Rispondi

    • guido.valota

      16 Aprile 2017 - 20:08

      Immagine perfetta! il Dracula che ci voleva per un episodio dell'Esorciccio, con Franco e Ciccio.

      Report

      Rispondi

Servizi