Carta stampata, fra libri e avvoltoi

Richiesta di archiviazione presentata dal pm Luca Tescaroli al gip di Roma, che l’ha accolta, a proposito di una indagine sull’omicidio del banchiere Calvi, Cosa nostra, il Vaticano e la massoneria.

roberto calvi

Roberto Calvi

“Gli avvoltoi della carta stampata, in linea con il potere criminale del nostro paese, solitamente attendono al varco le archiviazioni di indagini o le assoluzioni nei processi di mafia e poteri occulti per poter scrivere che era tutto falso e annullare in un batter d’occhio le minuziose raccolte di prove dei pm su fatti tanto tragici quanto complicati”. La prosa del direttore di AntimafiaDuemila, organo ufficioso della procura di Palermo ai tempi del dottore Ingroia, si riferisce ad una richiesta di archiviazione presentata dal pm Luca Tescaroli al gip di Roma, che l’ha accolta, a proposito di una indagine sull’omicidio del banchiere Calvi, cosa nostra, il Vaticano e la massoneria. L’aspetto singolare della faccenda sta nel fatto che su quell’omicidio a Roma si è già tenuto un processo dove gli imputati sono stati assolti malgrado la profusione di argomenti prodotti dall’accusa rappresentata dallo stesso pm Tescaroli e analogo verdetto sia stato pronunciato in appello. L’indagine successiva affrontava di nuovo la questione analizzando, diciamo così, gli elementi di contesto e lo stesso pm ha convenuto alla fine che non c’era materia sufficiente per un altro processo. Un risultato però il pm l’ha ottenuto perché il gip, archiviando, ha scritto che nelle sue carte Tescaroli ha consegnato comunque “una ipotesi storica dell’assassinio difficilmente sormontabile”. Come ipotesi. Di tipo storico. Processualmente inutilizzabile, visto che viene archiviata. Se ne potrà fare un libro. Varrà come una sentenza?

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • seltz357

    seltz357

    27 Novembre 2016 - 14:02

    quando richard nixon fu costretto a dimettersi per il watergate il suo segretario di stato kissinger gli disse: la storia la rivaluterà più di quanto possa credere in questo momento e darà di lei un giudizio che, come per tutti i grandi, solo i posteri potranno apprezzare in quanto godranno dei frutti del suo operato. considerando che kissinger conosceva bene il genio nixioniano in politica estera non credo che fu solo una frase di circostanza; ma ancora una volta lei saprebbe come obiettare caro bordin: ecco, per l'appunto, tali giudizi sono riservati solo ai... grandi, direbbe. che dire? ammetto che la sua risposta non sarebbe solo un cavilloso argomentare... [seltz357]

    Report

    Rispondi

Servizi