Al direttore - Il medio oriente ha una miccia lunga almeno un secolo e solo con la più grande logica si può risolvere la situazione, perché i popoli sono logici, umani e umanamente si muovono. Da lontano, dalla sicurezza, dalla tranquillità e dal regno del superfluo si può concepire che Israele faccia tacere le armi, ignorando i razzi che ancora si lanciano. Ma Ariel Sharon non si è ritirato da Gaza per niente.
Giacomo Molinari, Brescia
Al direttore - “La non-violenza è infinitamente superiore alla violenza, tuttavia nel caso in cui l’unica scelta possibile fosse quella tra la codardia e la violenza, io consiglierei la violenza”.
“E’ meglio essere violenti, se c’è violenza nei nostri cuori, piuttosto che indossare l’aureola della non-violenza per coprire la debolezza. La violenza è sicuramente preferibile alla debolezza. C’è speranza per un uomo violento di diventare non violento. Non c’è questa speranza per i deboli”. M. K. Gandhi, “Teoria e pratica della non-violenza”, pp. 18-19 e 319-20.
Massimo Fontana, Vicenza
Ieri in giro per il mondo e per l’Italia si sono visti nuovi spezzoni di protesta violenta, ispirata alla solita “debolezza” simbolica: bruciare le bandiere di Israele, sostituire la svastica alla stella di David. Molti sono sinceramente emozionati, perché il bombardamento di un alveare umano è il colmo del tragico, ma questa è desolante spazzatura ideologica. Deboli, violenti.
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