Lo scorso maggio, racconta Economist, l’opinionista americano Dean Barnett ha invitato i lettori del proprio blog a scommettere sulla morte (politica) di John McCain, l’eroe del Vietnam in corsa alle primarie repubblicane. Secondo Barnett, la sua campagna elettorale sarebbe terminata il 31 agosto del 2007. Sette mesi dopo, McCain è il candidato del Grand old party alla Casa Bianca e ha un pensiero fisso per la testa, convincere David Petraeus a diventare suo “vice”. Lo dice Weekly Standard, magazine neocon di William Kristol: il generale americano che ha cambiato le sorti della guerra in Iraq sarebbe la metà perfetta del ticket per la presidenza. I due dovrebbero incontrarsi a metà marzo, durante la visita di McCain alle truppe in medio oriente. Ma l’idea Petraeus non è la più ardita nel toto-candidati repubblicano, così il settimanale New Yorker punta su Condoleezza Rice per sorprendere l’opinione pubblica americana. Lei è nera come Obama e donna come Hillary, se la scelta cadesse sul suo nome il merito sarebbe anche un po’ di George W. Bush, che l’ha voluta alla segreteria di stato nonostante i sentimenti misogini e razzisti della base elettorale repubblicana.
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