Il britannico (ma non più compassatissimo) Times ha un decalogo per ogni cosa: da come fare una vita chiccosissima senza spendere un soldo a come prenderla se lui ti tradisce. L’ultimo è una serie di consigli a chi ha intenzione di sedurre (o farsi sedurre) dal proprio capo: che cosa sapere per evitare di rimanere fregata.
Prima di tutto, consiglia la buona Suzi Godson, accertatevi che quello che volete realmente sia lui e non il suo potere. E’ vero, l’ego ne uscirebbe alle stelle e la carta di credito aziendale potrebbe miracolosamente acquisire utilizzi pressoché illimitati. Ma dettagli a parte, la sostanza potrebbe non essere esaltante. Per tutte le inguaribili romantiche che dichiarano di essere innamorate, siete davvero sicure che questa sia la volta buona? Pensateci bene. Avete di certo molte cose in comune. Comprese, però, le pause caffé e la squadra di colleghi. Se già ci si stanca in fretta di un uomo quando lo si incontra soltanto fra le mura domestiche, figuriamoci dopo 14 ore passate nello stesso ufficio (anche se l’obiezione potrebbe essere che allora è sufficiente avere un capo che sta su un altro piano). In ogni caso, scrive Godston, è pur vero che se si lavora così tanto, di tempo per cercarsi l’anima gemella ne resta davvero poco. Attenzione però ai capi sposati: se va male si rischia il trasferimento o magari una bella lettera di licenziamento. Se il vostro caso specifico è un puro e semplice scambio in favore di un avanzamento di carriera, sappiate che – come dimostrano autorevoli testi sui rapporti fra i sessi nei luoghi di lavoro – state nuocendo a tutto il vostro team, che resterà abbattuto nel morale e smarrito nell’organizzazione.
Fatevi furbe: nessuna chiacchiera con le colleghe – vi odierebbero – e soprattutto niente scambi di piccanti messaggi sull’indirizzo di mail aziendali (Suzi forse non sa che questa è la regola d’oro persino per le decerebrate, ma è sempre bene ripeterla per prudenza). Se la storia dovessi finire, scordatevi di trovare spalle su cui piangere: sarete vittima dell’aguzzino (ex amante ma pur sempre attuale capo, almeno se vi bene) e tutto lo staff sarà dalla sua parte. E’ da lui, in fondo, che dipendono tutte le buste paga. A qualcuna, dicono le cifre, alla fine è andata bene: il 12 per cento delle donne che ha avuto una relazione con il proprio capo poi è stata promossa. E soprattutto, l’11 per cento ha finito per convolare a nozze con il boss. Morale: se proprio siete convinte che ne valga la pena, andate pure avanti. Se pensate di sopportare i sotterfugi, gli sguardi malefici e il pensiero fisso che potreste veder volare via il vostro posto di lavoro per aver offeso l’orgoglio maschile di un superiore, questa storia fa per voi. Ma se non doveste riuscire a ricavarci quel ruolo cui tenete tanto e per il quale vi sentite preparatissime, cercate almeno di strappare un matrimonio.
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