Arrenditi, Hillary: se Gesù potesse votare sceglierebbe Barack Obama. Non è uno spot televisivo, ma il risultato di un’inchiesta pubblicata da The Nation, popolare magazine della sinistra americana. Tra Clinton e la nomination, dice il reporter Bob Moser, adesso ci sono anche i cristiani evangelici. Sono più numerosi dei protestanti e nel 2004 hanno garantito la vittoria a George W. Bush. Ora cinque su dieci scelgono i liberal e la maggioranza vorrebbe il senatore nero alla Casa Bianca. “Questa nuova generazione di evangelici guarda la politica da una diversa angolazione – spiega Moser – Anche se nel 2004 hanno votato in massa per Bush, ci sono buone ragioni per ritenere che il sostegno ai repubblicani possa ammorbidirsi, magari considerevolmente, con il passare del tempo”. Il 60 per cento dei giovani evengelici crede che sia necessario ridistribuire la ricchezza, niente a che a fare con la generazione precedente, di fede reaganiana, che chiedeva stato minimo e aiuto divino. Hillary Clinton cerca di conquistare il voto dei grandi elettori per fermare la corsa di Barack Obama. Lui può farne a meno: dalla sua, secondo gli evangelici, ha già il Grande elettore.
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