Il pasticcio europeo sul Kosovo. La missione civile dell’Ue è stata approvata questa notte di straforo. I 27 hanno adottato una procedura di silenzio assenso, per evitare di aprire un dibattito che avrebbe diviso l’Europa e, con ogni probabilità, provocato il veto di Cipro. Alla fine Nicosia ha preferito un’astensione costruttiva. Nessuno stato ha obiettato entro mezzanotte e la missione è autorizzata a partire. Diversi paesi hanno chiesto che fosse approvata prima della dichiarazione di indipendenza, perché altrimenti sarebbe stata un riconoscimento implicito del nuovo stato. L’Ue spera ancora nel sostegno ufficiale di Ban Ki-moon, anche se il segretario generale dell’Onu è stato minacciato da Mosca. Così nasce il primo protettorato europeo di straforo. Quanto al riconoscimento dell'indipendenza, ognuno per conto suo: Regno Unito, Germania, Francia e Italia subito, gli altri a seguire, ma con la quasi certezza che Spagna, Romania e Slovacchia ci metteranno anni e Cipro non lo farà mai. Insomma, tra divisioni interne e debolezze giuridiche (la missione avrebbe come base giuridica la risoluzione 1.244 del Cosiglio di sicurezza), l’Ue mostra la sua debolezza e i limiti della sua presunta politica estera.
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