Il conto alla rovescia verso le Olimpiadi è quasi finito, ma che questa sarà un’edizione particolare lo si capisce anche dal contraddittorio atteggiamento della Cina verso Bibbia e Vangelo. Il Comitato olimpico di Pechino 2008 si è trovato a dover scegliere tra la “libertà religiosa” che la legge cinese ufficialmente garantisce e la “propaganda di culto” che invece è assolutamente vietata. Per ovviare a questo si è deciso per due provvedimenti. Il primo è che non sarà consentito portare più di una Bibbia a persona. L’obbligo vale per atleti, tifosi e delegazioni sportive. Se saranno trovate copie in eccesso saranno requisite all’aeroporto di Pechino, al controllo dei bagagli. Tutti i dettagli sono disponibili (in inglese) sul sito ufficiale delle Olimpiadi.
Il secondo provvedimento vuole invece dimostrare che in Cina c’è libertà religiosa. Ecco quindi che il Comitato organizzatore ha affidato a un’azienda inglese – la Bible Society di Swindon, vicino Bristol – il compito di coordinare un grande progetto editoriale. Dall’8 agosto verranno distribuite gratuitamente Bibbie e Nuovi Testamenti nel Villaggio olimpico di Pechino e delle altre città che ospiteranno le gare, comprese Shanghai e Hong Kong. In tutto saranno stampate 50.000 copie del Vangelo e 10.000 della Bibbia, entrambe in versione bilingue (inglese-cinese). Due le clausole volute dai cinesi: il controllo su tutto il contenuto dei due libri sacri e la presenza del logo delle Olimpiadi. Pechino – in maniera sibillina – ci ricorda che questi testi sono un’eccezione e che non bisogna abituarsi a tanta disponibilità. Non è un caso che sulla copertina ci sia scritto “Edizione speciale per i Giochi olimpici Pechino 2008”. Fisicamente le Bibbie e i Vangeli verranno realizzate dall’unica casa editrice della Cina con il permesso di stampare testi religiosi, la Amity Printing Company. Il costo dell’operazione è di 200mila sterline, circa 254mila euro.
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di Simona Verrazzo