Anders Fogh Rasmussen prepara la sua candidatura a presidente dell'Ue. Il primo ministro danese, appena rieletto per un terzo mandato consecutivo senza però trionfare, vuole che la Danimarca torni a essere pienamente in Europa, organizzando un referendum sui quattro opt-out di cui beneficia Copenhagen: euro, difesa, giustizia e cittadinanza. Il rischio è alto: le deroghe furono introdotte dopo il "no" dei danesi in un altro referendum nel 1992 su Maastricht. Nel 2000, i danesi hanno confermato il loro euroscetticismo con un altro "no" all'euro. Ma è anche un rischio calcolato. Rispetto a otto anni fa, il partito socialista popolare è passato nel campo europeista e Rasmussen potrebbe organizzare un referendum su tutto tranne la moneta unica europea. Il premier danese vorrebbe organizzare la consultazione referendaria sull'Europa in autunno, novembre o inizio dicembre. Giusto prima del momento in cui i leader dei Ventisette dovranno scegliere il primo presidente dell'Ue.
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