L'Eliseo conferma che Nicolas Sarkozy andrà alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino, come anche il presidente americano George W. Bush. Il comunicato del capo di stato francese non menziona la questione tibetana. Gli uomini di Sarkozy hanno spiegato che "si è in una fase di dialogo discreto tra il presidente della Repubblica e il presidente cinese e si è deciso di comune accordo di non dire nulla su questo tema. Non ci sarà alcun commento pubblico sui negoziati sino-tibetani". L'ambasciatore cinese a Parigi ha minacciato ritorsioni immediate in caso di incontro tra il Dalai Lama e le autorità francesi. Se Sarkozy vedrà il capo spirituale tibetano, ci saranno "conseguenze gravi": addio a 56 treni Tgv e a un centinaio di Airbus. Intanto anche il Parlamento europeo si prepara alla marcia indietro sul Tibet. Dopo aver chiesto di boicottare la cerimonia di apertura, popolari e socialisti hanno cambiato idea e domani voteranno una risoluzione per elogiare i rapporti con la Cina. Soltanto il presidente dell'Europarlamento, Hans Gert Pöttering, tiene la linea: "Non andrò alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Questo perché non si sono stati progressi nel dialogo tra i rappresentati del Dalai Lama e Pechino", ha detto al Foglio.
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