Si è aperto il vertice del G8 nell'isola di Hokkaido. Oggi i membri del G8 si uniscono in discussione con sette paesi africani per discutere degli aiuti allo Sviluppo. Domani è il momento più atteso, con l'attenzione all'economia: prezzo del petrolio, finanza internazionale e prezzi del cibo in capo all'agenda. Dopodomani è la volta del G13 (Cina, India, Brasile, Messico e Sud Africa) sul clima, che diventerà G16 (con l'arrivo di Indonesia, Corea del Sud e Australia). Il G8 è in crisi e lotta per rimanere rilevante sulle priorità internazionali. La Commissione europea ha dato una mano con un miliardo di euro non usati per la Politica agricola comune che vengono offerti per la crisi alimentare nei paesi più poveri. Ma non basta. Nicolas Sarkozy, presidente francese e presidente di turno dell'Ue, chiederà la trasformazione del G8 in G13, perché "non è ragionevole riunire il G8" senza Cina, India, Brasile Messico e Sud Africa. Glil Stati Uniti però sono contrari: "Non siamo per l'allargamento". Il rischio di un'apertura è quello di trasformarsi in un'organizzazione pletorica e inefficace, tipo Onu. C'è chi pensa che bisognerebbe tornare al G5, creato da Valéry Giscard d'Estaing in reazione alla crisi petrolifera degli anni Settanta, ma con membri diversi.
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