Il programma di politica estera del Partito Democratico è un abile “cut and paste” delle iniziative più trendy comparse di recente sulla scena internazionale. Lo “spazio comune transatlantico in campo economico” è un'idea lanciata nel 2006 dalla cristiano-democratica tedesca, Angela Merkel, e dal liberale danese, Anders Fogh Rasmussen. Il Mediterraneo “porta sud dell’intera Unione europea” echeggia l'Unione mediterranea che il presidente francese, Nicolas Sarkozy, vorrebbe istituire nella seconda metà del 2008. L'ipotesi di Eurobond per finanziare infrastrutture e ricerca in Europa è stata originata dalla mente creativa di Giulio Tremonti. Tra tante proposte rubacchiate alla destra – se fosse uno spartito, il programma di W. rischierebbe l'accusa di plagio – il Pd ha dimenticato quella più di sinistra: la “freedom agenda” di George W. Bush. Nelle 897 parole che compongono il capitolo su “L'Italia nel mondo che cambia”, la parola “democrazia” compare una sola volta, ma riferita unicamente all'Africa. La “libertà” è stata completamente dimenticata.
© - FOGLIO QUOTIDIANO