La prossima settimana, Nicolas Sarkozy assumerà la presidenza dell'Unione europea in condizioni molto più difficili del previsto. Il Consiglio europeo della scorsa settimana è stato un mezzo fallimento, visto che non è riuscito a trovare vie d'uscita né sul "no" irlandese, né sui prezzi del petrolio. Soprattutto, il clima è di nuovo quello del tutti contro tutti. Sarkozy se l'è presa con Peter Mandelson e le sue proposte anti-Pac nei negoziati sulla liberalizzazione del commercio internazionale nella Wto. Berlusconi ha sparato contro la Commissione europea che rende impossibile la vita dei governi, sbattuti in prima pagina dalle dichiarazioni dei commissari. Sull'allargamento, Sarkozy, Angela Merkel e Jean-Claude Juncker hanno dichiarato "no Lisbona, no enlargement", mentre per Silvio Berlsconi e il polacco Donald Tusk - e molti altri - l'ampliamento deve continuare, anche con Nizza. Sulle questioni economiche, riemergono le divisioni tra liberisti e statalisti. Insomma, ritornano le vecchie divisioni che hanno fatto cadere a terra, stecchita, l'Europa.
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