Paul Strachan è un imprenditore scozzese che gestisce una piccola flotta di navi da crociera lungo le vie d'acqua del sud-est asiatico. La Birmania è per lui una seconda casa, avendoci lavorato e vissuto per molti anni. Nel momento dell'emergenza Strachan si è attivato senza aspettare permessi e autorizzazioni, realizzando nel suo piccolo quello che le potenze occidentali non hanno saputo e voluto fare in queste settimane di frustrante attesa. Ha donato due navi, ha raccolto e distribuito aiuti alimentari, ha organizzato operazioni di soccorso che hanno salvato la vita a tante persone. Il suo diario è uno spaccato di sopravvivenza tra i più autentici che si possano leggere: le necessità dei senzatetto, i metodi per aggirare i controlli dei militari, la realtà quotidiana di una popolazione che chiede semplicemente di non essere abbandonata a se stessa.
Tra gli appunti degli ultimi giorni alcune interessanti osservazioni su come la composizione etnica del delta dell’Irrawaddy abbia potuto essere un fattore rilevante nella decisione della giunta di bloccare i soccorsi e sulla peculiare interpretazione dei “patti”dietro la cortina di isolamento eretta dai generali.
Mentre i giornali stanno pubblicando sempre lo stesso articolo (e adesso nemmeno più quello), seguendo questo bollettino di bordo forse ne saprete un po' di più della Birmania e un po' meno della crisi dell'Inter. Vedete voi.
© 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO
di Enzo Reale