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Di Pietro consuma in aula la sua rottura con W.

“E meno male che non abbiamo vinto, sennò lo dovevamo gestire al governo”. Marco Follini non ha dovuto aspettare gli sberleffi all’indirizzo di Walter Veltroni e le invettive giustizialiste in Parlamento per dirlo chiaro e tondo che Antonio Di Pietro è una grana, che “quest’alleanza è sbagliata, facciamola finita adesso”. Il divorzio non è un'opinione e la ragione dell’alleanza resta misteriosa. Il Pd se n’è accorto alla Camera, mentre l’ex pm articolava contro Silvio Berlusconi la sua melopea maniacale, la trasformazione di una tecnica – quella giudiziaria – in una ideologia: “Noi non abbocchiamo – ha detto Di Pietro rivolto al Cav. e a Veltroni – non cadremo nella trappola delle sue pacche sulle spalle". Ma questa volta il Pd, quella stessa sinistra che pure lo ha portato in Parlamento, ha congelato l’Aula consegnando il pm alla solitudine degli applausi dei propri deputati. E lo sgarbo è palese. Così, appena Veltroni finisce di parlare (stringerà poi la mano di Berlusconi) Di Pietro si vendica e certifica il divorzio: “Più volte mi sono girato indietro per capire se parlava Veltroni o Cicchitto. Siamo noi l’unica opposizione”.

di Salvatore Merlo   –   @SalvatoreMerlo

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