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Rifondazione comunista si prepara alla scissione

Rifondazione comunista va alla scissione, c’è poco da fare. Oggi e domani si tiene un comitato politico che deciderà la formula con la quale celebrare il congresso di luglio, Paolo Ferrero ha praticamente detto che si deve fare come dice lui altrimenti è la fine. L’ex ministro gioca duro per disinnescare il suo principale oppositore, il governatore pugliese Nichi Vendola: l’unico capace di ricompattare i bertinottiani e le minoranze. Ferrero è uomo schivo e pratico, non si fa illusioni sul proprio magnetismo nei confronti della precaria maggioranza che per adesso lo sostiene, così tenta una forzatura proponendo un congresso a tesi, ovvero un congresso in stile sovietico dove i delegati possono votare un’unica risoluzione unitaria. Insomma un falso, visto che per adesso il Prc è tutto tranne che un partito coeso. “Se si votano più mozioni legate a singoli leader – pensa Ferrero – al confronto con il fascino kennediano di Vendola perdo”. Cosa in effetti probabile. L’ex ministro ha paura e dunque, pur di ottenere la formula congressuale a lui più favorevole, non lesina minacciosi avvertimenti. Intervistato dal Riformista ha detto: “Se si parte da mozioni contrapposte, l’elemento plebiscitario è molto forte e questo processo fa saltare Rifondazione”. Insomma scissione. Poi, per chi non avesse capito l’antifona, Ferrero lo ripete: “Quella che propongo io è l’unica ipotesi unitaria sul campo. Quelle degli altri spaccano tutto in due”. Ecco. Più chiaro di così non si può: ho fate come dico o si va alla scissione dell’atomo. Stupisce solo che il Riformista non ci abbia titolato. Domani è l’ultimo giorno del Cpn e capiremo se il Prc esiste ancora. Intanto la sinistra del Pd, dopo gli inviti dello stesso Walter Veltroni, volteggia cupida sulle spoglie dell’Arcobaleno rotto. Vincenzo Vita, il capo della sinistra Pd, sta lavorando sodo per assorbire post rifondaroli, Verdi e mussiani. Chissà che non ci riesca, dopo il colpaccio di aver portato Paolo Nerozzi (leggasi: la Cgil) al Loft.

di Salvatore Merlo   –   @SalvatoreMerlo

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