Sessantenni, democratici con inclinazione socialista. Studi economici o giuridici. Esperienza di governo preferibile. E’ il ritratto degli uomini che il Cremlino cerca in Europa per consolidare la posizione nelle policy energetiche del Vecchio continente. Il presidente dell’agenzia russa, Alexei Miller, ha incontrato oggi a Roma l’ex premier Romano Prodi e gli ha offerto la poltrona di South Stream, joint venture di Gazprom ed Eni per costruire il condotto che porterà in Europa l’oro blu estratto dai giacimenti degli Urali. South Stream è il rivale di Nabucco, progetto alternativo studiato dall’Unione europea per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia. La notizia, pubblicata ieri dal quotidiano economico Kommersant, è stata ripresa dall’agenzia Ria Novosti ed è rimbalzata sino all’Italia. “Una scelta eccellente”, ha detto il presidente di Eni, Paolo Scaroni, secondo il quale “proporre alla guida di un’infrastruttura per la sicurezza energetica dell’Europa un uomo che è stato presidente dell’Unione europea è davvero un’ottima idea”. Prima di Prodi, gli uomini di Gazprom avevano convinto l’ex cancelliere tedesco, Gerhard Schröder, ad assumere la guida di North Stream, versione baltica di South Stream. Il passaggio di Schröder dalla cancelleria di Berlino alle dipendenze del Cremlino ha raccolto forti critiche dalla stampa tedesca, soprattutto per un fido da un miliardo di euro stanziato dal leader dell’Spd a Gazprom pochi mesi prima di lasciare l’incarico di governo. Per il momento Prodi pare intenzionato a declinare la proposta dei russi. Secondo fonti di Palazzo Chigi, il Professore dirà no all’offerta di Miller come già aveva fatto qualche mese fa con Vladimir Putin. Intanto South Stream prosegue la corsa verso l’Europa: domani Putin firmerà a Mosca un accordo con il premier greco, Costas Caramanlis, per il passaggio del gasdotto nel peloponneso.
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