L'Alleanza atlantica ieri ha fatto decollare dei caccia per seguire due bombardieri russi che erano entrati nello spazio aereo neutro vicino all'Alaska. Intanto Georgia e Ucraina fanno pressioni per avere il via libera al Membership action plan al Vertice di Bucarest della prossima settimana. Il presidente ucraino, Viktor Yushchenko, ha attaccato l'intervista di Dmitry Medvedev al Financial Times, in cui minacciava la sicurezza europea in caso di ingresso di Kiev nell'alleanza. "Questi sono tentativi di lasciare l'Ucraina in una posizione in cui non sarebbe capace di poteggere la sua sicurezza da altre minacce. Non è accettabile. Siamo una nazione sovrana", ha detto Yushchenko. Per il presidente ucraino, il fallimento dell'adesione sarebbe un rischio per l'indipendenza del suo paese e la sicurezza collettiva in Europa. Intanto, ieri, i diplomatici georgiani erano al quartier generale della Nato a Bruxelles. Il ministro degli esteri, David Bakradze, ha voluto ricordare qual'è il contributo georgiano alla sicurezza collettiva occidentale. Con 2.000 soldati, Tbilisi ha il terzo contingente in Iraq. Poi ci sono 182 soldati georgiani in Kosovo nell'ambito della Kfor e qualcuno è stato inviato anche in Afghanistan. Ieri la Georgia ha offerto di contribuire con truppe e logistica alla struttura contro-terrorista della Nato nel Mediterraneo. Quanto ai conflitti congelati, Bakradze ritiene che l'adesione cotribuirebbe alla stabilità e alla sicurezza, facilitando un accordo su Abkhazia e Ossezia del Sud. Nel frattempo, la coalizione contraria al Map per Ucraina e Georgia si è allargata: Germania, Francia, Italia, Spagna, Olanda, Belgio, Portogallo e Lussemburgo non vogliono irritare Mosca, secondo il FT Deutschland. In particolare, Berlino non vorrebbe compromettere i negoziati in corso tra Russia e USA sullo scudo anti-missilistico. Ma "un no a Bucarest sarà visto da alcuni a Mosca come il loro successo, e sarà visto a Mosca come la dimostrazione che hanno un diritto di veto indiretto sulle decisioni Nato", avverte Bakradze: "La nostra esperienza con i russi è che la politica più efficace è basata sui principi e non sull'appeasement".
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