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Finalmente Severgnini torna a sperare

La principale differenza tra una squadra che vince quando è aiutata da un arbitro e una squadra che perde anche se un arbitro, ogni tanto, un po’ l’aiuta è tutta nel colpo di testa di Burdisso che lancia in rete Trezeguet ed è tutta nel rasoterra di Camoranesi che in fuorigioco clamoroso batte Julio Cesar, e batte pure l’Inter. Il fatto è che una squadra come l’Inter è capace anche di perdere uno scudetto in una stagione in cui – a parte qualche vergognosa espulsione in Champions (Materazzi, etc) – i rigori sono arrivati anche quando non dovevano arrivare, le punizioni sono state fischiate anche quando non dovevano essere fischiate e le partite sono state vinte anche quando non andavano vinte. La Juve, purtroppo, invece no. La Juve (che comunque contro l’Inter doveva perdere, visto il gol in fuorigioco; visto il gol regalato; visto il palo del centrocampista più brutto d’Italia, Maniche; vista la traversa dell’unico giocatore che riesce ad avere un senso della posizione inferiore a quello di Mendieta, Stankovic) purtroppo è capace più di ogni altro di vincere quando non dovrebbe vincere, sfrutta gli errori di Burdisso come nessun’altra squadra in Italia e fa tesoretto degli errori arbitrali come nessun’altra squadra al mondo. Punto, e complimenti. Però c’è un discorso da fare. Il discorso è questo: perché a parità di errori arbitrali si notano di più quelli che vengono sfruttati. E, per la gioia di Beppe Severgnini, che da quando l’Inter vince non scrive più né libri sull’Inter né editoriali strappalacrime sulla Gazzetta, l’Inter sarebbe capace di perdere i campionati anche quando gli arbitri, per errore non certo per favore, fischiano di più per lei. La Juve purtroppo no.

di Claudio Cerasa

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