Tutti (o quasi) pazzi per Obama (parte 2). Un sondaggio del FT dice che gli europei vogliono Obama, tranne i britannici che preferiscono Clinton. Sul fronte repubblicano, il preferito è McCain. E Louis Giscard d’Estaing, presidente del gruppo di amicizia franco-americano in Francia, ha detto che le elezioni di chiunque di questi candidati rafforzerà le relazioni transatlantiche. La settimana scorsa, sull’onda dell’Obama-mania, il Guardian ha scritto che queste elezioni hanno già “cambiato” gli Stati Uniti: secondo il quotidiano liberal britannico, la fase Bush è finita e il prossimo presidente dovrà riconoscere i cambiamenti climatici e non potrà fare il soldatino. Clinton piace perché Bill aveva l’amabilità di consultare spesso in Europa. Obama è amato perché agli occhi degli europei rappresenta tutto quel che l'America non è. McCain è il maverick anti Bush e anti cattivi repubblicani. Insomma, passa l’idea sbagliata che, chiunque vinca, gli Stati Uniti si europeizzeranno. In realtà diversi studi dimostrano che le divergenze transatlantiche aumenteranno. Perché chiunque vinca chiederà ai partner europei maggior impegno e maggiori responsabilità, in particolare sul fronte sicurezza e terrorismo (Afghanistan in primis). Perché Obama e McCain rappresentano un’America profonda e patriottica. Perché Obama e Clinton sono pronti all’isolazionismo. Perché i democratici torneranno al protezionismo. Perché l’America è l’America e l’Europa rimane anti-americana.
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