Gli Stati Uniti concedono il permesso di soggiorno a Charlie Gard e ai suoi genitori

Il bambino diventa un cittadino americano, ma non è ancora chiaro se il padre e la madre potranno trasferirlo negli Usa per sottoporlo alla terapia sperimentale proposta dal professore Michio Hirano. Le nuove cure non convincono i medici londinesi

Il paradosso della vita di Charlie Gard

Charlie Gard (Family handout/PA Wire)

Gli Stati Uniti concedono un permesso di soggiorno permanente a Charlie Gard e alla sua famiglia. La decisione, frutto di un emendamento votato dalla Camera, è stata annunciata su Twitter dal repubblicano Jeff Fortenberry che ha spiegato che in questo modo il bambino, che ha 11 mesi ed è affetto da una malattia genetica rarissima, potrà ricevere i trattamenti medici di cui ha bisogno.

 

 

In realtà non è chiaro come e se questa decisione cambierà la vita del piccolo. Per alcuni ora i medici britannici potrebbero essere costretti a dimetterlo. Per altri c'è il rischio che la situazione giuridica, già complicata, potrebbe ingarbugliarsi ulteriormente. L'ospedale, ritenendo che questo possa provocare sofferenze al minore, potrebbe infatti negare ai genitori la possibilità di trasferirlo negli Stati Uniti. Ma il fatto che Charlie sia diventato cittadino americano potrebbe permettere al padre e alla madre di superare questo ostacolo.

 

Anche Trump offre il suo aiuto per salvare il piccolo Charlie Gard

Il presidente americano raccoglie (con astuzia) l'appello di Papa Francesco: “Così come il Pontefice e i nostri amici nel Regno Unito, sarei felice di aiutare il piccolo Charlie”

 

Giusto ieri lo staff del Great Ormond Street Hospital di Londra (Gosh) in cui il bambino è ricoverato aveva avuto un incontro di 5 ore e mezzo con Michio Hirano, esperto americano che ha proposto di trattare il bambino con un protocollo sperimentale. Al meeting erano presenti anche lo specialista dell'ospedale Bambino Gesù di Roma Enrico Silvio Bertini, responsabile del Reparto di malattie muscolari e neurodegenerative dell''ospedale pediatrico capitolino, e la mamma di Charlie, Connie Yates.

Obiettivo dell'incontro era quello di ottenere un via libera alla terapia proposta da Hirano ma i medici del Gosh che da mesi assistono il bambino, non avrebbero superato i loro dubbi e le loro resistenze. Parlando con il Telegraph la madre di Charlie ha raccontato che Charlie “è ancora stabile. Siamo accanto a lui nel lettino e sentiamo che non sta soffrendo. Come genitori pieni di amore stiamo facendo la cosa giusta nell'esplorare tutte le opzioni di trattamento”. Connie ha anche spiegato che Hirano ha chiesto una nuova risonanza magnetica e un elettroencefalogramma di 30 minuti, ma “il Gosh ha preferito un Eeg più lungo, che aveva richiesto il giudice. Abbiamo sottoposto nostro figlio agli esami. Abbiamo facilitato gli esperti in tutti i modi possibili. Charlie sarà sottoposto ad altri test a breve”. Venerdì il caso tornerà all'Alta Corte di Londra che dovrebbe prendere una decisione entro il 25 luglio.

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Commenti all'articolo

  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    19 Luglio 2017 - 15:03

    Il “cialtrone on chief” aveva twittato: “If we can help little #CharlieGard, as per our friends in the UK and the Pope, we would be delighted to do so”; e così è accaduto. Tra le possibili accezioni del termine “cialtrone”, quella trumpiana è - nel mio piccolo - la mia preferita.

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  • gianni.rapetti

    19 Luglio 2017 - 14:02

    Mamma mia 'sto Trump e' proprio un cattivone.

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