La Cei entra in campo: "Noi profondamente alleati dei genitori di Charlie Gard"

"La vita va difesa, va favorita, va aiutata fino in fondo", ha detto il cardinale Gualtiero Bassetti. "Nessuno ha il diritto di intervenire finché ci sono delle condizioni di vita"

La Cei entra in campo: "Noi profondamente alleati dei genitori di Charlie Gard"

Il presidente e il segretario della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti e mons. Nunzio Galatino (LaPresse)

Roma. “La vita va difesa, va favorita, va aiutata fino in fondo, quindi siamo profondamente alleati dei genitori di Charlie Gard”. A dirlo, in un'intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000 (il canale televisivo della Cei), è stato il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Conferenza episcopale italiana. “Io dico, ma come non ascoltare il grido di due genitori che invocano in fondo ogni mezzo per salvare la vita del loro figlio?”, s'è domandato il porporato, aggiungendo che “grazie a Dio c'è stato un ascolto di questo grido, non solo da parte della chiesa, ma anche di tanta parte dell'opinione pubblica. Nessuno – ha chiosato il cardinale Bassetti – ha il diritto di intervenire finché ci sono delle condizioni di vita, quindi finché c'è una possibilità di vita umana”.

 

E' una presa di posizione forte, quella del numero uno dei vescovi italiani, che segue quanto aveva già detto il Papa prima con un tweet venerdì 30 giugno ( “Difendere la vita umana, soprattutto quando è ferita dalla malattia, è un impegno d'amore che Dio affida a ogni uomo”) e poi con un comunicato ufficiale diffuso dalla sala stampa della Santa Sede il 2 luglio in cui si sottolineava che “il Santo Padre segue con affetto e commozione la vicenda del piccolo Charlie Gard ed esprime la propria vicinanza ai suoi genitori. Per essi prega, auspicando che non si trascuri il loro desiderio di accompagnare e curare sino alla fine il proprio bimbo”.

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  • Luciano D'Agostino

    13 Luglio 2017 - 09:09

    Le cure prestate oltre il limite della ragione scientifica, fornite a uno, sono sottratte ad un altro che, magari, se ne potrebbe giovare: i posti in rianimazione sono tutti occupati da corpi mantenuti in vita artificiale, per i secoli dei secoli... Per chi arriva dopo, che magari potrebbe aver salva la vita (la Vita), non c'è posto! Come la mettiamo? Anche questa è una piccola questione morale. O no? E poi, dove la vita vale niente da sempre, questo cocetto morale assolutistico della difesa artificiale della sopravvivenza è anche sostenuto ? Non mi pare. Allora devo concludere che i Vescovi a il Papa hanno una morale escatologica corporea umana di tipo capitalistico. Inoltre, da chi ha una visione ultraterrena post mortem, l'accanimento terapeutico non dovrebbe essere aborrito? Ora, la situazione della piccola, non la conosco e mi fido, sono costretto a farlo, dell'avviso degli specialisti. Lo facciano anche i Prelati. Cristo in croce non avrebbe voluto essere rianimato.

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    • GianniM

      13 Luglio 2017 - 14:02

      Lei "non conosce" la situazione del piccolo (è un maschietto, anche se i media ne centellinano l'immagine o la pixellano...). Allora si informi e non "si fidi" degli "specialisti" (quali, poi? Da tutto il mondo giungono all'ospedale proposte di presa in carico del paziente). Le questioni sono due. La prima è che non c'è nessun "accanimento terapeutico": non vogliono negare cure "inutili" (e non c'è certezza che siano "inutili": in Italia c'è un bimbo con la stessa patologia che ha 9 anni), ma vogliono sopprimere il bambino, togliendo un supporto vitale (la respirazione assistita) che non gli causa sofferenze. E' un caso di eutanasia. La seconda questione, ancor più grave, è che l'eutanasia non è stata richiesta, ma viene imposta da alcuni medici (e da un giudice monocratico) contro il parere dei genitori, che vogliono portarlo da altri medici disposti ad assisterlo. Il bambino è stato SEQUESTRATO e CONDANNATO A MORTE. (P.S.: i coniugi Gard non sono estremisti cattolici...)

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      • Luciano D'Agostino

        13 Luglio 2017 - 19:07

        Caro GianniM, lei è sicuramente più informato di me sul caso, ma le mie riflessioni sono soprattutto rivolte alle posizioni assunte dalla CEI circa la difesa ad oltranza della vita ricorrendo, e questo è affermato come imperativo etico, a qualsiasi mezzo. Ecco, su questo mi piacerebbe sentire la sua opinione. Io penso che vi siano conflitti etici di sopravvivenza che la Chiesa non ha definito, essendo sempre pronta a prendere spunto da un caso che puntualmente si verifica nel ricco mondo occidentale per emanare enunciati etici che riguardano l'intera comunità dei credenti e non, che però ha da fare i conti con la scarsità dei mezzi terapeutici. Lo stesso caso, in un paese economicamente depresso lo definerebbe EUTANASIA ? Allora, se la situazione ambientale è, come credo, un condizionatore etico, perchè non lo si dice? Penso sarebbe giusto, prima di emettere giudizi ed elevare richiami etici generalizzati, che si valutasse anche il criterio della sostenibilità. Saluti.

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    • andrea.milani82

      13 Luglio 2017 - 12:12

      Condivido in toto. Ma anche il cattolicesimo ha le sue forme di estremismo.

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