Il senso della vita di Charlie Gard

Il tribunale rivede il caso, che è ormai diventato soprattutto simbolico

In nome della legge: Isacco, Charlie Gard e gli affanni della modernità
"Esaminerò il caso giovedì di questa settimana e potrei essere in grado di risolverlo. Oppure no”. Le parole pronunciate ieri da Nicholas Francis, il giudice che ha seguito il caso di Charlie Gard, dicono molto sulla difficoltà di prendere una decisione sulla vicenda del bambino affetto da una grave malattia rara che i genitori vorrebbero sottoporre a una cura sperimentale negli Stati Uniti. Già più volte i giudici inglesi hanno preso posizione, ogni volta con sfumature diverse, dando però sempre...

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Commenti all'articolo

  • mauro

    11 Luglio 2017 - 08:08

    Capisco quel giudice, che si trova a dover applicare il principio del nessuno deve più morire, anche se si è mantenuti con mezzi artificiali in una sorta di limbo tra morte e vita. Capisco anche quei genitori e il loro egoistico diritto a pretendere che il figlio possa anche soffrire. Ma capisco anche che nelle democrazie di massa tutto si svolge secondo la regola del gioco della roulette.

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