Papa Francesco e il piccolo Charlie: “Un dovere difendere la vita umana”

Il Pontefice su Twitter interviene sul caso del bambino inglese: “Bisogna difenderla soprattutto quando è ferita dalla malattia”

Papa Francesco e il piccolo Charlie: “Un dovere difendere la vita umana”

Le macchine che tengono in vita il piccolo Charlie Gard, 10 mesi, affetto da una malattia rara, verranno staccate “nei prossimi giorni”. Ad annunciarlo un portavoce del Great Ormond Street Hospital di Londra. I medici, nonostante la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che li ha autorizzati a procedere, hanno deciso di concedere ai genitori, Chris Gard e Connie Yates, un po' di tempo in più da trascorrere con il figlio. “Insieme a loro - ha spiegato il portavoce dell'ospedale -, stiamo mettendo in atto gli interventi per assicurare la sua assistenza, e per dare loro più tempo insieme come famiglia. Chiediamo di concedere alla famiglia e al nostro staff un po' di spazio e di privacy in questo difficile momento”.

 

Nel frattempo, pur non citando direttamente il caso del piccolo Charlie, anche Papa Francesco è intervenuto sull'argomento ricordando, su Twitter, il valore di “difendere la vita umana, soprattuto quando è ferita dalla malattia”.  

 

 

Nel pomeriggio monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, aveva lanciato un appello a rispettare la volontà dei genitori. E richiamando la Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II aveva sottolineato che “dobbiamo compiere ogni gesto che concorra alla sua salute e insieme riconoscere i limiti della medicina”; pertanto,  aveva aggiunto, va “evitato ogni accanimento terapeutico sproporzionato o troppo gravoso”. “Va rispettata e ascoltata anzitutto la volontà dei genitori e, al contempo, è necessario aiutare anche loro a riconoscere la peculiarità gravosa della loro condizione, tale per cui non possono essere lasciati soli nel prendere decisioni così dolorose”.

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