Il silenzio del mondo di fronte a Charlie Gard e al suo dovere di morire

L'insondabile dramma umano di una famiglia si accompagna a una tragedia giuridica

Il silenzio del mondo di fronte a Charlie Gard e al suo dovere di morire

Al direttore - Venerdì i medici dell’ospedale inglese in cui è ricoverato il piccolo Charlie Gard staccheranno la spina della macchina che gli permette di respirare, lasciandolo morire. Lo faranno perché così ha deciso un tribunale, assecondato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, contro il volere dei genitori, i quali chiedevano solo il tempo di potere portare il figlio negli Stati Uniti per provare a curarlo. Dell’assurdità etica e morale della vicenda avete già scritto, così come dell’autoritarismo dei giudici, i quali hanno deciso che il “miglior interesse del fanciullo” è che Charlie muoia. Ciò che mi ha colpito di più in questa vicenda è però il silenzio con cui è stata accolta e vissuta da media, opinionisti e persone comuni: ho visto più appelli per gli orsi polari, più indignazione per le mucche al macello, più mobilitazione per i lupi dell’Appennino. Ci siamo forse abituati definitivamente alla cultura della morte, da non riuscire più nemmeno ad alzare la voce di fronte a un bambino di dieci mesi condannato a morire per via giudiziaria?

Piero Giorgio

 

L’insondabile dramma umano di Charlie e della sua famiglia, come abbiamo raccontato nei giorni scorsi sul Foglio, si accompagna a una tragedia giuridica, fatta di tribunali che si spalleggiano nel promuovere la cultura della morte. Non consola sapere che non si tratta di una deviazione dal corso del diritto, così com’è interpretato oggi da alcuni corti, ma del corretto svolgimento delle sue premesse.

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Commenti all'articolo

  • Lucilla Moro

    30 Giugno 2017 - 23:11

    Continuo a chiedermi CHI pensa di essere una "persona" che sceglie il destino del figlio di un altro. COSA crede di essere uno che toglie, che mette il limite alla speranza di un altro. Volevano fare la cosa giusta? L unica cosa giusta che si può fare è provare. Ripeto la domanda: ma chi sei tu che ti permetti di togliere la speranza a un tuo fratello? Chi sei. Chi sei

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  • Una Donna

    30 Giugno 2017 - 13:01

    La prima cellula della Società è la famiglia e come tale oltre alla sua sacralità ha i suoi diritti prioritari e intoccabili. Dalla cellula della famiglia si crea insieme altre altre cellule delle famiglie il tessuto della Società. Una società che non rispetta più le priorità anche legali e decisionali nell' ambito di ogni singola famiglia ma s'impone come dittatura all'interno di essa ha fallito la sua etica e la sua ragion d'essere. Ora a noi il compito di svegliarci dal subire di questa errata interpretazione di Società equa e solidale. Dobbiamo rimettere a posto Valori e Diritti. Angela Chiosi

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  • Carlo Senneca

    30 Giugno 2017 - 12:12

    Nei prossimi 100 anni moriranno oltre 700 milioni di Europei. E la EU non fa niente per prevenirlo! Riprendiamoci la nostra sovranità e il diritto alla vita eterna che le istituzioni burocratiche-autocratiche di Bruxelles ci hanno tolto!

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  • maurizio guerrini

    maurizio guerrini

    30 Giugno 2017 - 10:10

    Chalie è vivo. L'Europa è morta per l'eternità.

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