Il Partito Radicale deposita alla Camera le firme per l'eutanasia legale (foto LaPresse)

Ancora una “morte dolce” in Svizzera. Ma ormai ci siamo abituati

Redazione

Mentre alla Camera, silenziosamente, si prova ad introdurre il suicidio assistito, Davide muore in una clinica svizzera

Mentre la legge sul fine vita resta sospesa in Parlamento per via delle distanze apparentemente incolmabili tra gli schieramenti politici, arriva un nuovo "caso dj Fabo". Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Coscioni, su Facebook ha annunciato che un altro paziente è stato accompagnato in Svizzera per la cosiddetta "dolce morte". 

 

 

Davide, 53 anni e barista in una città toscana quando, è morto oggi oltre il confine italiano. 26 anni fa, si era ammalato di sclerosi multipla. "Vivere mi fa troppo male", aveva confessato lo scorso dicembre in un'intervista a Libero. Pochi mesi fa ha chiesto alla madre di recarsi in una clinica svizzera per morire e la donna si è rivolta al sito soseutanasialegale.it, gestito da Cappato, Welby e Gustavo Fraticelli.

 

La vicenda non sembra aver creato le stesse reazioni e il clamore del caso di dj Fabo. Che stia diventando un'abitudine? Che le gente si sia stancata di vicende dolorose, e private, che finiscono nel tritacarne delle strumentalizzazioni e degli scontri ideologici? Di certo c'è che ancora una volta si ripropone lo scontro tra chi spinge per introdurre, anche in Italia, leggi con derive evidentemente eutanasiche e chi, al contrario, vorrebbe fissare dei limiti chiari alla scelta di regolamentare per legge il fine vita (è giusto considerare nutrizione e idratazione come trattamenti da sospendere? non c'è il rischio di trasformare i medici in semplici “esecutori testamentari” delle volontà del paziente?).  

 

In ogni caso la legge sul testamento biologico sta proseguendo il suo iter alla Camera da settimane. E nel silenzio più completo, una maggioranza piuttosto composita(dal Pd a Sinistra italiana passando per il M5s) ha approvato una serie di emendamenti che sembrano spianare la strada al suicidio assistito.

 

Forse per questo il caso di Davide non fa più così tanto notizia.