'Care' Apple, Samsung e Google, vi scrivo

Dopo Samsung e Apple, anche Google presenta i suoi nuovi smartphone e prodotti smart per il 2018

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Lo smartphone di Google, Pixel 2 XL, l'unico che verrà commercializzato in Italia

Con la giornata di ieri, tutti i tre big della tecnologia - Google, Apple e Samsung - hanno presentato le rispettive line-up di prodotti hardware e software per il 2018 (in particolare per quanto riguarda il comparto smartphone). Samsung ha presentato la sua serie Galaxy (S8, S8 plus già ad aprile, Note8 a fine agosto), Apple i suoi nuovi iPhone (8, 8 plus e X), Google i suoi Pixel 2 (oltre a una serie di accessori smart per la casa).

Soffermiamoci un momento sull’evento Google di ieri, il più fresco. Google punta tutto su tre cose: il suo assistente virtuale vocale (Google Assistant), integrandolo in diversi speaker per la casa (Google Home, Home mini e Home max da 49$ a 399$); il riconoscimento automatico di ciò che si inquadra o si visualizza sullo schermo, tramite il software Google Lens che riconosce automaticamente le cose e ne cerca le descrizioni sul web; la traduzione simultanea, integrata con l’intelligenza artificiale, integrandola anche in delle cuffie che sono in grado di tradurre in modo fluido e simultaneo ciò che l’interlocutore sente (Pixel Buds 159$). Sono poi stati presentati un interessante notebook, il PixelBook (999$) con pennino (Pixel Pen, 99$), i due nuovi smartphone Pixel (il più piccolo Pixel 2 e il borderless Pixel 2 XL) e la Google Clips (249$), un piccola fotocamera che scatta foto di continuo e sceglie automaticamente le migliori (da usare nei momenti di festa o in quelli di cui si vogliono conservare ricordi con foto naturali).

Più della metà della presentazione (dove si sono alternati i vari manager di Google, dal CEO Sundar Pichai in giù) è stata dedicata agli assistenti vocali per la casa, ossia degli speaker integrati con Google Assistant, che consentono di effettuare operazioni con in comandi vocali: avviare un brano da Spotify, cercare un argomento su internet, comandare altri dispositivi smart come telefoni o termostati per la casa, un vero e proprio assistente tuttofare per la casa.

Ma il piatto forte, come da indiscrezioni dei giorni precedenti, sono stati i due nuovi smartphone “Made by Google” (quest’anno ancora più ‘made’ del solito, visto che Google ha speso un miliardo di dollari per comprarsi la divisione di HTC dedicata proprio allo sviluppo dei suoi smartphone), Pixel 2 e Pixel 2 XL. I due dispositivi (interessante e bellino il Pixel XL, bruttino e dal design meno attuale il Pixel più piccolo) si sono subito piazzati al vertice delle fotocamere per smartphone, totalizzando 98 punti su 100 nelle prove foto e video dell’autorevole testata giornalistica fotografica DxOMark, confermando peraltro il buon risultato dei Pixel dello scorso anno. Inoltre, i due smartphone promettono prestazioni al top: display eccezionale, qualità audio superiore, il tutto con la certificazione ip67 che ne garantisce la resistenza all’immersione nell’acqua. Due ottimi prodotti, insomma. Sicuramente in grado di contendersela con iPhone 8 e Galaxy S8 e Note8.

Di tutto questo, però, in Italia arriverà quasi nulla. Se tutto va bene, dovrebbe arrivare tra qualche mese lo smartphone Pixel 2 XL (acquistabile sul sito ufficiale Google Store e probabilmente tramite contratto con l'operatore WindTre), nient’altro. Questo fa già capire che Google, in realtà, non mira a competere (per lo meno a livello globale) con Apple e Samsung, quanto piuttosto voglia provare a portare la sua ricerca tecnologica (a volte ancora al livello sperimentale) nelle case e nelle tasche dei consumatori, cercando di imporre i propri servizi, ma per ora solo nei mercati vicini (USA e UK in primis), o comunque di facile penetrazione, e non in tutto il mondo.

Un dato che emerge chiaramente sono in prezzi in costante aumento, oggi per comprare uno smartphone top di gamma (ossia quello col processore più potente, la fotocamera migliore, eccetera... il più ‘figo’ che c’è, insomma) ci vogliono cifre che viaggiano intorno ai mille euro, se non di più: 999 euro per Note8, 1189 euro per iPhone X, 989 euro per Pixel 2 XL. Tutte cifre costantemente aumentate nel corso degli ultimi 3-4 anni, di cento euro l’anno, se non oltre. Tutto questo non ha, di per sé, nulla di scandaloso. Nel libero mercato ognuno fa il prezzo che vuole. Ciò che colpisce, in negativo, è il rapporto prezzo/innovazione. Infatti, tutti i prodotti presentati hanno una caratteristica comune: arrancano a livello di innovazione e non mostrano passi avanti così importanti rispetto ai loro predecessori di 2-3 anni fa, o almeno non così tali da giustificarne il notevole aumento di prezzo. Ma ripeto, il problema non è il prezzo. Se tu mi offri un prodotto incredibilmente innovativo, non vedo problemi nel pagarlo il prezzo giusto. Il punto è che questa innovazione si è fermata. I grandi produttori mondiali di tecnologia sembrano un po’ confusi, vanno a tentoni non sapendo bene su quali tecnologie investire per il futuro, quali prodotti sviluppare e quali abbandonare, e quali servizi implementare. Negli ultimi tre anni le stanno provando tutte. Prima i wearable (orologi, occhiali, braccialetti e sensori smart da indossare), poi la realtà virtuale (con i vari visori VR da indossare come delle maschere), poi sono arrivate le doppie fotocamere e i display borderless, ora gli assistenti virtuali e l’intelligenza artificiale, ma tutto senza una particolare visione di insieme e sempre un po’ nella logica dell’inseguimento reciproco (tra l’altro, alcune di queste ‘innovazioni’ sembra siano quasi un reboot di fine anni novanta, vedi realtà virtuale e intelligenza artificiale). L'inseguimento reciproco in tecnologia ci sta, è sempre servito per creare cose nuove, solo che se il primo della classe (o presunto tale) gira a vuoto, senza sapere bene dove andare, anche gli altri si accoderanno e inizieranno a girovagare. 

Manca (uno come) Steve Jobs? in parte sì. Mancano sicuramente figure che abbiano le idee chiare e la forza di imporle al mercato. Tutti stanno svolgendo il compitino annuale, presentando prodotti un po’ migliori rispetto a quelli dell’anno prima, ma nessuno sta proponendo qualcosa di realmente nuovo e, nonostante questo, vengono proposti prezzi sempre più alti, come se questi prodotti fossero la rivoluzione in tasca (almeno fino all’anno successivo). Inoltre, in questa generale confusione, sta capitando sempre più spesso che vengano proposti (e fatti pagare) prodotti e servizi che poi non vengono sviluppati o addirittura abbandonati (Samsung sta ancora sviluppando il suo assistente virtuale, Bixby, per il quale ha addirittura implementato un tasto apposito sui suoi smartphone; per non parlare di Google, dove sono più i prodotti e servizi abbandonati di quelli in essere). Sì, diciamo che (uno come) Steve Jobs chiedeva tanto (danaro e non solo) ma dava tanto e soprattutto credeva in quel che proponeva e lo faceva credere a tutti (o comunque questa era la sensazione che comunicava in modo chiaro).

I ‘cari’ tre big di cui sopra (insieme ad altri) hanno creato e plasmato il mercato tecnologico degli ultimi 15 anni (in particolare Google e Apple, mi permetta Samsung), portando in continuazione innovazioni che hanno migliorato le nostre vite (e svuotato i nostri conti correnti...): Apple ha inventato smartphone e tablet veramente usabili per tutti, ha imposto lo streaming musicale a pagamento (schiacciando la pirateria); Google ha portato il concetto di ricerca globale in ogni ambito, ha mappato il mondo e portato su YouTube tutto ciò che è video e musica. Samsung ha reso i dispositivi mobili prodotti accessibili a miliardi di persone. Solo per citare alcuni ambiti.

IBM ha inventato il PC ma poi è (quasi) morta perché ha smesso di innovare. Perché, si sa, sparire nel mondo della tecnologia è un attimo (chiedete a Blackberry e Nokia). Ci rivediamo il prossimo anno con i prodotti 2019, forse.

Marco Giorgio

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