Se su Facebook il pastore (di anime) si comporta come le pecore

La retromarcia del parroco bolognese che chiede scusa per avere insultato su Facebook un’adolescente violentata sa di riparazione inadeguata perché non sembra cogliere l'aspetto più grave della vicenda

Se su Facebook il pastore (di anime) si comporta come le pecore

Foto LaPresse

Sa d’insipida manfrina la retromarcia del parroco bolognese che chiede scusa per avere insultato su Facebook un’adolescente violentata, dopo che la curia ieri s’è dissociata dalle sue parole sottolineando come fossero state espresse a titolo personale. Sa di riparazione inadeguata non perché incompleta o insincera – evenienza su cui spetterà al vescovo giudicare – ma perché pare non cogliere l’aspetto della faccenda che più intrinsecamente è grave in quanto più passa inosservato: il prete ha parlato su Facebook. Ora, i social network sono pieni di ottimi sacerdoti delle cui buone intenzioni non posso dubitare, e ho ancora impressa nella retina l’immagine di Benedetto XVI un po’ incredulo mentre, con una guardia svizzera impalata sullo sfondo, pigia il polpastrello sull’iPad per inviare urbi et orbi il primo tweet: fra un mese saranno già cinque anni. So anche che nel Vangelo è scritto “non preoccupatevi di come o cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire” (Matteo 10, 19), e so che in tempi di Papa gesuita il todo modo vale a maggior ragione, anche online. Non si può tuttavia nascondere che i tweet di @Pontifex sono un po’ apodittici quando non stucchevoli, se paragonati al frizzante professionismo di una, che so, Selvaggia Lucarelli. Inoltre, se leggo il post incriminato del prete bolognese, riscontro puntini di sospensione, stampatelli aggressivi, confusi esclamativi, un afflato retorico malcerto e a metà strada fra un Grillo e un Celentano, degno dei loro innumerevoli emuli virtuali. Se leggo il post del prete bolognese, non vedo un prete ma un utente medio di Facebook, odioso e trascurabile; gioverebbe dunque domandarsi se faccia gioco alla Chiesa che i suoi pastori, per garantire presenza anche nei più sordidi anfratti del web giocondo, si rendano indistinguibili dalle pecore belando.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    10 Novembre 2017 - 23:11

    Ma perché facciamo gli ipocriti. Se vai con uno sconosciutoa notte inoltrata, e qui mi fermo, poi ti succede quello che ti succede non puoi far finta che non ti doveva succedere. Suvvia non facciamo i figli dei fiori che non hanno mai capito una minchia. Il contesto e il tipo danno la misura del fatto accaduto ed un prete, suo dovere, richiama le pecore al buon comportamento per non cadere queste nel dirupo. Ha fatto bene il prete a dire quello che ha detto? Certo che ha fatto bene è la stessa cosa che avrebbe detto un padre al rientro di una figlia miracolosamente non incappata nelle voglie dello sconosciuto. Basta ipocrisie e piedi per terra.

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  • Jack McGuire

    10 Novembre 2017 - 21:09

    Effettivamente don Lorenzo scrive da schifo e difetta di cristiana umanità ma, suvvia, non facciamoci distrarre dal dito.

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  • perturbabile

    10 Novembre 2017 - 19:07

    A parte il mezzo di diffusione, che non è sostanza, ci poteva essere ricordato come e perché questo prete ha insultato una donna violentata.

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  • gheron

    10 Novembre 2017 - 19:07

    Ho capito molto poco di quel che è scritto sopra: colpa mia, certamente. Di quel prete bolognese (vivo mille km distante) ho riletto il post su facebook e "la retromarcia che sa d'insipida manfrina": mi stanno bene ogni parola, i puntini di sospensione, gli stampatelli aggressivi e i confusi esclamativi. E mi starebbe meglio che ce ne fossero a migliaia di preti come quello.

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    • sara.romoli74

      10 Novembre 2017 - 21:09

      Anche no. Questo signore si è permesso si non dispensare pietà a una ragazza, a una famiglia, che non l'ha proprio richiesta la sua non pietà. Ma chi sarebbe costui? Ma come si permette? Ma chi se ne frega di quello che pensa. Cosa sa della ragazza in questione, della sua famiglia lui, che, vogliamo dirlo, di figli non ne ha. La cosa più grave è che questo banale, volgare personaggio non è capace di pietà. Ma come può dirsi cristiano uno che non prova pietà per il suo prossimo? Ma a cosa serve inveire contro una ragazza e la sua famiglia dopo che il peggio è già accaduto? Solo a far soffrire delle persone la cui storia si ignora completamente. E questo è un prete? Ma per favore.

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      • Dario

        Dario

        16 Novembre 2017 - 21:09

        Concordo con lei. Questa donna, dopo aver pagata molto cara la sua avventatezza, doveva trovare pure un prete pronto a scagliare la sua bella pietra.

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      • gheron

        12 Novembre 2017 - 10:10

        Pietà, famiglia, figli, storia, stupro e prete. E a "cristiano" preferiamo "cattolico: molto meno impegnativo. Parole, queste come tante altre, oramai dal significato fumoso in questi nostri tempi di sguazzo nella cloaca dei diritti senza doveri. Ci salveranno i miti? Da Pasife inevitabilmente al Minotauro. Quattromila anni fa non avevano dubbi: la irresponsabilità genera mostri.

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