Così l'Ue rischia di sacrificare il merito sull'altare dell'inclusione razziale

L'European Network Against Racism dice che Bruxelles recluta i suoi funzionari senza rispettare la parità per razza, etnia e religione

Così l'Ue rischia di sacrificare il merito sull'altare dell'inclusione razziale

L’Unione europea è razzista perché la Commissione europea ha appena pubblicato una strategia volta a includere donne, anziani e lgbt nelle schiere dei funzionari impiegati negli uffici di Bruxelles. Questo almeno è il parere di Amel Yacef, presidente dell’European Network Against Racism (Enar), il quale ha pubblicato su Politico una denuncia dell’andazzo: la strategia comunitaria non prevede infatti – di fianco a quelle riservate a donne, anziani e lgbt – quote protette destinate sulla base di razza, etnia e religione. Sono curioso a questo punto di scoprire la reazione dei burocrati a questa rissa fra perseguitati; su quest’episodio apparentemente marginale si gioca secondo me un bel pezzo della concezione del nostro continente e delle sue istituzioni.

 

Se, come temo, Bruxelles acconsentirà ad aggiungere quote protette razziali, etniche e religiose a quelle già destinate a genere, età e orientamento sessuale, allora ci condanneremo a un futuro in cui emergeranno infiniti nuovi appelli acciocché l’Unione europea avvantaggi categorie sempre più capillari o sempre più balzane. In tal caso, Bruxelles diverrà sentina della rappresentanza di minoranze traboccanti, coccolate senza un preciso criterio di competenza. Se invece, miracolosamente, Bruxelles dovesse sbattere la porta in faccia all’Enar e approfittarne per rimangiarsi la strategia che favorisce donne, anziani e lgbt, limitandosi a selezionare i propri funzionari sulla sola base della bravura e dell’adeguatezza al compito cui sono chiamati, vorrà dire allora che trascorreremo i prossimi anni senza il rischio che le istituzioni, con la scusa codina dell’inclusione, ci discriminino sulla base di genere, età, orientamento sessuale, razza, etnia o religione.

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Commenti all'articolo

  • perturbabile

    04 Settembre 2017 - 20:08

    Quest'inclusione la si faccia nel privato:) Cominci lei, se ha un'azienda. Siccome le sciocchezze hanno ricadute negative, e lo scopo degli impieghi non è allocare delle persone ma soddisfare le richieste e aspettative degli utenti, preferisco che il mio esborso fiscale venga impiegato nel modo più efficiente. Sul piano morale, poi, sono contrario alla discriminazione dei maschi, degli eterosessuali e dei bianchi, come a quella delle categorie citate: queste ultime, anzi, le donne ad esempio, dovrebbero risentirsi per essere considerate 'meno brave' e dovrebbero rifiutare il meccanismo dell'attribuzione automatica di un ruolo, di fatto creando una discriminazione ... Qualcuno, nel mondo, ha stabilito che quelle tre sono le categorie svantaggiate. E i biondi? E gli sdentati? .Infine, a difesa dei bravi, visto che il talento sempre mi commuove: essi non sono solo fortunati, ma di culo molto quadrato, come sa chi ha impiegato la gioventù nello studio, il primo tra i lavori pesanti.

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  • raffaele@linuxmail.org

    raffaele

    04 Settembre 2017 - 18:06

    Questa volta aderisco senza riserve!

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  • marco.ullasci@gmail.com

    marco.ullasci

    04 Settembre 2017 - 16:04

    Selezionare in base alla bravura e' discriminatorio nei confronti degli sfortunati nati meno bravi o in nazioni con un sistema formativo meno evoluto. Non si puo' fare.

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