La vera rivoluzione è non tatuarsi

Ormai è sempre più raro trovare persone con la pelle libera dall'inchiostro. Forse sono loro i veri progressisti

La vera rivoluzione è non tatuarsi

Il rapper Fedez (Foto via Instagram)

Se quando andate in spiaggia vi spaventate allo scorgere oramai pochissima pelle e moltissimo inchiostro, non è perché siete codini o reazionari. Anzi, tutto il contrario: se non sopportate i tatuaggi è perché siete progressisti, mentre chi si decora il corpo è un vile retrogrado. All'incirca cent'anni fa l'architetto asburgico Adolf Loos scriveva: “L'evoluzione della cultura è sinonimo della rimozione dell'ornamento dall'oggetto di uso comune. Ciò che rende così importante il nostro tempo è che è incapace di produrre un nuovo ornamento. Siamo cresciuti lasciandoci l'ornamento alle spalle. L'uomo è progredito abbastanza acciocché l'ornamento non produca in lui sensazioni erotiche come fra i papuani. Un viso tatuato non aumenta il valore estetico ma lo riduce”. Un secolo dopo, l'importanza del nostro tempo è drasticamente ridimensionata dal tentativo di metterci al passo coi papuani tatuati; e quando al mare vi troverete dinanzi un tizio completamente sovrascritto dal collo alle caviglie, rinfacciategli che è meno moderno di un architetto asburgico di cent'anni fa.

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  • AlbertoVBontà

    17 Agosto 2017 - 14:02

    Per empatia, un po' mi dispiace vedere il pantatuato. Forse un giorno, quando non andranno più di moda i risvoltini e le camicie alla coreana e neanche i tatuaggi, avrà voglia di cambiare stile, di seguire la nuova moda. E il tatuaggio non si leva come si leva una t-shirt pronta per il cesto dei panni sporchi. Però ognuno deve essere libero di far quel che si sente di fare; l'involucro non intacca il contenuto.

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  • piodalcin

    17 Agosto 2017 - 08:08

    Alla Disney se sei tatuato non ti assumono. Sono sempre stato contrario ai tatuaggi. Quelli che ho io sono le cicatrici dei vari incidenti che mi sono successi nella vita facendo il fotoreporter. Tatuarsi è una moda, a cosa serve? A comunicare qualcosa agli altri come dire "Guarda, io sono questo, mi piace quest'altro?" e poi l'esagerazione forzata di coprirsi il corpo di inchiostro la trovo uno sfregio al senso comune del bello. Però è "fico", lo fanno tutti, come gli imbalsamatii che camminano con il telefonino per strada. Stiamo veramente decadendo come società. Uccidiamo gli orsi e non riusciamo più a scrivere una lettera con carta e penna.Meglio, molto meglio 50 anni fa

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  • Ricgio

    15 Agosto 2017 - 19:07

    Incomprensibile è preoccuparsi della pelle altrui. Chi si tatua non ha cura delle pelli altrui generalmente, chi non è tatuato spesso si arroga il diritto di criticare qualcuno con pelle colorata. Ad ognuno la sua pelle, le sue opinioni e le sue p. .le. Respect please.

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  • Teo947

    14 Agosto 2017 - 10:10

    L'articolo é ben fatto, il vero problema é che la maggior parte delle persone non tatuate, come mostrano i commenti qua sotto, é per lo più tradizionalista e non ha alcuna intenzione di comprendere ciò che per loro é in realtà un errore delle persone. Molti sono addirittura infastiditi abbastanza da insultare che si tatua, senza capire il significato dei tatuaggi da persona a persona o comprendere la differenza tra la "stellina" e un tatuaggio pieno di significato. Diciamo che i veri retrogradi si possono trovare da entrambi i lati, i veri progressisti sono quelli che comprendono il significato e ritengono di non averne bisogno; un mio amico non si tatuerà mai, ritiene semplicemente di non avere nulla "da scrivere" e che il suo aspetto gli piace così, intatto e naturale. Rifacendomi ad una canzone di Damian Marley concludo dicendo "We growing wiser, are we just growing tall?".

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