Quanto è difficile guardare i porno in Gran Bretagna

Si prevede un'evoluzione etica dei minorenni inglesi: come sempre, la miglior maniera di far provare qualcosa a qualcuno è proibirglielo 

Quanto è difficile guardare i porno in Gran Bretagna

Foto di Magnus D via Flickr

La vita sessuale degl'inglesi si complica ulteriormente. Il Digital Economy Act prevede una stretta riguardo ai siti porno, sia in termini di accesso sia in termini di emissione. Quanto all'accesso, dai computer del Regno Unito sarà presto possibile raggiungere uno qualsiasi degli hub che convogliano video zozzi solo fornendo i dati della propria carta di credito, anche qualora il sito fosse gratuito. In questo modo ci si garantisce che i minorenni non accedano a tali contenuti, in quanto le carte di credito non possono essere rilasciate a chi ha meno di diciott'anni. L'accorgimento tuttavia ha effetti collaterali: i moralisti auspicano che all'identificazione via carta di credito corrisponda un piccolo prelievo forzoso che risulti nell'estratto conto, venga scoperto dalla moglie dell'utente e ponga fine (tramite mattarello) alla spirale che secondo loro conduce dall'hard alla violenza sulle donne; i libertari temono che privati possano catalogare i gusti sessuali dettagliati di ogni singolo correntista britannico e ricattarlo. Come sempre, il sesso si riduce a questione monetaria. Quanto all'emissione, invece, il British Board of Film Classification vaglierà il contenuto messo a disposizione dai siti hard distinguendo fra erotico (consentito) e osceno (vietato). Per dare un'idea, l'eiaculazione maschile è erotica mentre quella femminile è oscena. I criteri sono sindacabili ma la classificazione capillare: le perversioni vietate dal Board perché oscene, che comportano la chiusura degli accessi al sito, sono tante e talmente fantasiose da sembrare una di quelle disamine degli atti impuri nei testi di gesuiti secenteschi, tipo il “De sancto matrimonii sacramento” di Tommaso Sanchez su cui si eccitavano i seminaristi; oppure tipo l'accurato elenco di sconcezze da evitare contenuto nel “Piccolo galateo erotico per fanciulle” di Pierre Louÿs, uno dei libri più eccitanti della storia con la sua gragnola di divieti. Come sempre, la miglior maniera di far provare qualcosa a qualcuno è proibirglielo, e ciò porterà a un'evoluzione etica dei minorenni inglesi: dal mero guardare video porno passeranno a compulsare siti osceni clandestini dopo avere fregato la carta di credito ai genitori.

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Commenti all'articolo

  • GianniM

    21 Luglio 2017 - 20:08

    No, caro Gurrado, la miglior maniera di far provare qualcosa a qualcuno non è proibirglielo. La teoria della "mela proibita", tanto cara agli “antiproibizionisti”, fu elaborata da un economista influente come Milton Friedman per sostenere gli aspetti più estremi e zoppicanti delle sue teorie libertarie. Ma le evidenze storiche dicono il contrario. Ad esempio, col venir meno del proibizionismo, negli anni Trenta negli USA il consumo di alcolici esplose. La questione, casomai, è un’altra: i benefìci delle politiche di proibizione sono superiori ai costi (economici e in termini di compressione della libertà)? Nel caso della pornografia decisamente sì.

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  • perturbabile

    20 Luglio 2017 - 22:10

    A foggy day, in London town...: felici di una boccata d'aria impura!

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  • fabriziocelliforli

    20 Luglio 2017 - 20:08

    La mia sadica vendetta di occidentale peccatore è la seguente: si faccia in modo di trovarsi presso internet point islamico nell'ora della preghiera hallamahalla pomeridiana: si aspetti di sentire l'uuuuammmhaaamm e si chieda una Gabina: si digiti, a titolo di esempio: " f... that a..b ..s with burqa e ci si goda il fuggi fuggi e/o aumento di volume della preghiera.. si dirà: Celli, credevo tu fossi fulminato ma non fino a questo punto. Esatto. Il problema è che io non sono Marcenaro, ecco..

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  • fabriziocelliforli

    20 Luglio 2017 - 20:08

    ci sono sempre gli internet points!

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