Il bambino "senza genere" in Canada e l'imposizione di non avere un sesso

Searyl Alti è venuto al mondo a novembre nella British Columbia. I genitori hanno rifiutato che gli venisse assegnato un sesso

Il bambino "senza genere" in Canada e l'imposizione di non avere un sesso

Foto Kori Doty (via Facebook)

Se avete difficoltà a capire se Searyl Alti sia nome da maschietto o da femminuccia, non preoccupatevi: il neonato che lo porta non è nessuno dei due. Trattasi a rigore di termini di un neonato non binario, venuto al mondo a novembre nella British Columbia da genitori i quali hanno espressamente rifiutato che gli venisse assegnato un sesso; ciò, dicono, gli consentirà di poter scegliere da adulto il genere cui appartiene senza lasciarsi influenzare dal passato né da decisioni altrui. L'anagrafe canadese ha abbozzato e optato per una temporanea soluzione di compromesso, non dotando il pupo di un atto di nascita, su cui è obbligatorio specificare il sesso dell'infante, bensì di un tesserino sanitario, su cui non è necessario farlo. Poi si vedrà. Essendo il primo bimbo al mondo a non appartenere ufficialmente a nessun genere, Searyl Alti è anche la prima persona della storia a non subire il sempiterno gravame dell'essere maschio o femmina, e a poter attraversare il mondo come un giardino d'innocenza di cui sarà lui, o lei, a scegliere quali fiori cogliere per adornarsi. Fin qui, la poesia. La prosa invece recita che Searyl Alti è stato partorito da una persona non binaria che, per garantire al figlio assoluta libertà, ha pensato bene di estendergli e imporgli la propria non binarietà – tanto quanto noi tradizionalisti che ci riconosciamo nei due generi consueti imponiamo ai nostri figli la scelta di farli essere o maschietti o femminucce. Non c'è nessuna differenza.

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Commenti all'articolo

  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    05 Luglio 2017 - 20:08

    "I genitori hanno rifiutato che gli venisse assegnato un sesso". Lo avrebbero così salvato dalla "imposizione" di uno (stato di) fatto? E avergli imposto, senza poterne chiederne il consenso, che gli venisse assegnato lo stato di "figlio"?

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  • marco.ullasci@gmail.com

    marco.ullasci

    05 Luglio 2017 - 18:06

    Come se il sesso fosse quello segnato sull'atto di nascita e non quel che ci si ritrova alla nascita.

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  • lisa

    05 Luglio 2017 - 18:06

    L'imposizione è anche a noialtri che incroceremo la strada con il ragazzo/a in questione e non sapremo come trattarlo. Come insegno a mio figlio a rapportarsi con un soggetto che non sa nemmeno classificare (oddio, si scandalizzeranno tutti questa orrida parola, ma i bambini hanno bisogno di regole, categorie, certezze, non di seghe mentali binarie e non)? Come faranno i suoi genitori a fargli comprendere gli altri, quelli binari, quelli strani? Che diamine gli spiegheranno che noialtri si fa il lavaggio del cervello ai nostri figli perché non gli diciamo che il genere se lo scelgono da soli, da grandi? Oppure ci quereleranno ogni volta che qualcuno oserà chiedere alla creatura se è maschio o femmina? Insomma, tutti vogliono essere diversi ma pretendono di essere trattati da normali, ci sarà da diventare matti. E poi dicono che le teorie gender non esistono. E questa come la chiamano?

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