Cresce il numero di diciottenni senza patente. Ed è una buona notizia

È la prima avvisaglia della consapevolezza che la libertà consiste nell'avere qualcosa in meno

Cresce il numero di diciottenni senza patente. Ed è una buona notizia

La notizia sull'aumento della percentuale di diciottenni senza patente forse non è nemmeno una notizia, poiché si reitera ormai da quattro o cinque anni; va letta allora come tendenza se non proprio come segno dei tempi. Nell'Italia dell'accumulo, per decenni la patente è stata il simbolo materiale del conseguimento della libertà: guidare un'automobile consentiva al maggiorenne di andare dove voleva, non subire le mattane dei mezzi pubblici, appartarsi con la morosa, fare il ganzo con gli amici. In generale, all'urgenza della patente dei diciottenni sottostava l'idea che convenisse prenderla perché non si sa mai: un'emergenza, un treno perso, una gita fuori porta, un lavoro fuori mano; impara l'arte e mettila da parte. Nazione storicamente povera, l'Italia è stata a lungo radicata nella convinzione che la libertà consistesse nell'avere qualcosa in più. Probabilmente i cervelli vergini dei diciottenni d'oggi hanno notato che la patente consente di pagare i parcheggi, pagare il garage, pagare il bollo, pagare l'autostrada e naturalmente pagare per l'ottenimento e il rinnovo della patente stessa, in un continuo flusso di denaro dalle mani del guidatore verso canali plurimi quando invece basterebbe chiamare un taxi (addirittura un Uber) e togliersi il pensiero una tantum, se proprio non bastano piedi e biciclette. Magari i più rivoluzionari reputano che un luogo non raggiungibile senza guidare in proprio non meriti di essere raggiunto: se i mezzi pubblici lo scansano concordemente, un motivo ci sarà. La notizia sull'aumento della percentuale di diciottenni senza patente è la prima avvisaglia della consapevolezza che la libertà consiste nell'avere qualcosa in meno. Quando la patente sarà il capestro di una minoranza demandata a guidare per mestiere a beneficio altrui, sarà il segno che l'Italia è diventata una nazione ricca.

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Commenti all'articolo

  • Pulitzer

    Pulitzer

    04 Luglio 2017 - 14:02

    Per me i 18enni di oggi sono così pigri che non hanno neppure voglia di studiare ed applicarsi un po per prendere la patente.

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  • marco.ullasci@gmail.com

    marco.ullasci

    03 Luglio 2017 - 20:08

    Purtroppo io in Italia ci leggo anche altri segni: 1) che non serve la macchina se ti scarrozza qualcun'altro (amici o genitori che siano): non tutti i 18enni abitano comodi coi mezzi pubblici e la bicicletta. 2) che oramai c'e' cosi' tanta liberta' (ovvero una totale assenza di regole) dentro casa che non c'e' ragione di volere un mezzo per andare altrove 3) che per molti va bene avere una alta percentuale di rapporti virtuali anziche' faccia a faccia Detto questo meglio 18enni senza patente che a guidare controllanto la timeline dei social o sfogliando Tinder.

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  • bstucc

    03 Luglio 2017 - 19:07

    Significa solamente che non hanno i soldi per ottenere la patente e men che meno la macchina. Ma spesso, senza patente non si ottiene neanche un lavoro.

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