Se spacciare a Milano è meno grave di giocare a Pokémon Go in Russia

Il destino diverso di un blogger russo e di uno spacciatore ivoriano che prima di essere arrestato ha malmenato due agenti

Se spacciare a Milano è meno grave di giocare a Pokémon Go in Russia

Che differenza passa fra un giudice di Milano e uno di Ekaterinburg, città russa degli Urali? Varie, per fortuna, ma una mi colpisce: la differente concezione del rapporto fra virtuale e reale. I fatti. A Ekaterinburg il tribunale ha disposto centosessanta ore di lavori socialmente utili per il blogger Ruslan Sokolovsky, reo di avere praticato il Pokémon Go in chiesa. Sokolovsky si era fatto riprendere mentre giocava nella Cattedrale del Sangue, costruita sul luogo dove fu trucidato lo zar Nicola II: nonostante che a rigor di logica il suo reato fosse virtuale, in quanto catturava mostriciattoli presenti esclusivamente sul proprio smartphone ma non nelle navate, la giustizia russa ha ritenuto opportuno comminargli espressamente una “pena reale”. Al contrario, un giovane ivoriano sorpreso a spacciare a Corso Como aveva compiuto un reato reale malmenando due vigili nel tentativo di resistere all'arresto. Costoro erano riusciti a sopraffarlo e l'avevano tradotto al fresco prima di ricevere rispettivamente sette e quindici giorni di prognosi. Tempo una notte, però, e al mattino dopo il giudice monocratico del tribunale di Milano ne ha disposto la scarcerazione per direttissima, argomentando che il pur spregevole comportamento dell'arrestato poteva reputarsi giustificabile in base a un suo immateriale sentimento di “insofferenza per i controlli di polizia”. A conferma del fatto che per la giustizia italiana il virtuale conta molto di più del reale.

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Commenti all'articolo

  • Francesco

    12 Maggio 2017 - 16:04

    sarà lecito lecito reagire manescamente per "insofferenza verso controlli dei pm o sentenze giudiziarie"?

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  • gianni.rapetti

    12 Maggio 2017 - 13:01

    A dimostrazione del fatto che il 1968 e' ancora vivo nella testa di molti giudici italiani.

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  • andrea80

    12 Maggio 2017 - 10:10

    Decisione contro ogni logica, roba da bimbominkia capriccioso...e invece è un giudice della repubblica. Ma è una sentenza che fa legge? Ah, potergli mostrare tutta l'insofferenza per la sua idiozia! Si conosce il nome del monocratico incapace di giudicare?

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  • marco.ullasci@gmail.com

    marco.ullasci

    11 Maggio 2017 - 18:06

    E a conferma che non bisogna stupirsi che in Italia la gente voglia almeno il diritto di difendersi' da se'. Pensate che i due agenti saranno stimolati a procedere nuovamente ad un arresto in futuro in simili circostanze o piuttosto a fingere di non vedere?

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