Caro Grillo, ecco perché le primarie sono superiori ai tuoi clic

Il leader del M5s cita ma, forse, non ha mai letto Rosseau che identificava la democrazia diretta con l'avere le ali ai piedi quando si trattava di andare a votare

Caro Grillo, ecco perché le primarie sono superiori ai tuoi clic

Foto LaPresse

"C'è una superiorità nell'atto di chi è costretto a uscire di casa, recarsi a un seggio, mettersi in coda, chiudersi in una cabina elettorale, fare una croce con una matita e infilare una scheda in una scatola rispetto a chi lo fa da un cellulare in qualsiasi posto si trovi?". Caro Beppe Grillo, la tua domanda è retorica ma la risposta è sì. Il filosofo che ti piace così tanto citare senza averlo letto identificava la democrazia diretta, testualmente, con l'avere le ali ai piedi quando si trattava di andare a votare: secondo Rousseau il muoversi, il camminare, il correre erano segni tangibili del lasciar perdere i propri interessi per andare a provvedere al bene del paese. Se ne può dedurre che votando comodamente da casa in pigiama si tenda a pensare agli affari propri, scambiando la propria prospettiva limitata per normativa universale di condotta politica. Inoltre uscire di casa (o, una volta fuori, sollevare lo sguardo dallo smartphone) non solo fa bene alla salute ma segna materialmente l'intenzione di andare incontro agli altri: non sono d'accordo con ciò che dicono e nulla mi lega a loro, ma la cabina in cui votiamo è la stessa, e anche la matita se non se la sono fregata prima. Se invece voto dal mio computer o dal mio cellulare non c'è soluzione di continuità fra la mia responsabilità politica e le fregnacce a cui penso quando sono solo con me stesso. Il problema del post con cui ieri Beppe Grillo ha difeso il voto online, dicendo che non c'è differenza fra democrazia dei clic e democrazia delle schede elettorali, è che si basa sull'equivoco di considerare il voto un servizio alla stregua di un conto corrente, che può essere indifferentemente utilizzato tramite coda alla filiale od online banking. Così scrive Beppe Grillo, dimenticando che la democrazia non è un servizio che lo Stato rende al cittadino (e che pertanto potrebbe essere fornito anche da un'azienda privata) bensì un servizio che il cittadino rende allo Stato, uscendo di casa e andando incontro agli altri cittadini suoi pari. In greco antico il termine per tradurre "cittadino" è "polites" mentre il suo contrario, che indica il singolo che non esce di casa per mischiarsi alla vita altrui, è "idiotes". Non so se ci sia bisogno di tradurlo.

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Commenti all'articolo

  • giovanni.demerulis

    02 Maggio 2017 - 12:12

    La differenza tra il voto di domenica e il voto online è una e una sola. Che il voto di domenica Grillo non lo poteva annullare e far ripetere perché il risultato non era stato di suo gradimento.

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  • Roberto Cattani

    02 Maggio 2017 - 12:12

    … e se poi per mandare in Parlamento il grillino perfetto Di Maio bastano 189 clic … e se poi con 17 clic vuoi fare il sindaco di Monza … e se poi oltre il 70/80% degli “iscritti” sistematicamente se ne fotte di cliccare (codice comportamento, programma, ecc.) in saccoccia di chi finisce tutto ciò? E se poi i sindaci di Torino e Roma te li votano Salvini e Meloni ...

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  • Giovanni

    02 Maggio 2017 - 11:11

    Domenica sono andato a votare per le primarie e l'atmosfera che si percepiva era di festa e di soddisfazione, C'era la consapevolezza di star facendo qualcosa di utile non solo per se stessi, non solo per un partito o per uno specifico uomo politico ma per l'intero paese. Il blog del grillo invece trasuda rabbia, lamentazioni. In una parola tristezza e mugugni. E ancora sarebbe tutto sommato plausibile se non fosse che persino i lamenti e i mugugni sono in realtà eterodiretti dal supremo staff della Casaleggio & "Associati"

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  • EmaDmene

    02 Maggio 2017 - 10:10

    seguendo la logica vetusta di questo articolo probabilmente ora per commentare dovrei scrivere con una macchina da scrivere e poi mandare una raccomandata al Foglio ... a scuola bisognerebbe usare l'abaco anzichè la calcolatrice e per cercare il termine "idiotes" dovrei munirmi di un dizionario di greco anzichè cercarlo in Internet... suvvia... vi aggrappate proprio sugli specchi.

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    • mario.patrizio

      02 Maggio 2017 - 11:11

      Seguendo la sua logica invece, innovare è positivo qualunque siano gli esiti. Restando alla storia, non crede ai mostri prodotti dal sonno della ragione?

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