Sergio Mattarella alla celebrazione del 25 aprile al Vittoriano (foto LaPresse)

Perché il cattolicesimo è sinonimo di Resistenza

Antonio Gurrado

La celebrazione del 25 aprile per celebrare la lotta ai tentativi di ottimizzazione dell'uomo

Il Novecento è stato a vario titolo il secolo dell'ottimizzazione dell'uomo. I risultati sono sotto i nostri occhi ancora oggi che il nuovo secolo è un adolescente ben formato: lo strumento stesso che state utilizzando in questo momento serve a farvi leggere di più, a farvi sapere tutto, a mettervi in contatto con tutto il mondo e a farvi trovare in qualsiasi istante. Cent'anni fa i vostri bisnonni leggevano senza esagerare, sapevano qualcosa e si accontentavano, coltivavano una cerchia di contatti ristretti ed erano reperibili a ore fisse; rispetto a loro siete, benché inconsapevolmente, uomini ottimizzati. Prima di dire che ottimizzare è bello, pensate che lo stesso discorso vale anche per la vostra salute, per la vita e per la morte.

 

In fin dei conti anche il nazismo è stato un tentativo di ottimizzazione biologica su vasta scala; me l'ha confermato la lettura di un grande e convulso classico sul Novecento, “Europeana” di Patrik Ourednik, fortunatamente appena ripubblicato da Quidlibet. “Nei paesi di tradizione cattolica le leggi eugenetiche non esistevano”, scrive, “perché i cattolici si opponevano alla teoria evoluzionistica e alla sterilizzazione e all'aborto e dicevano che nessuno aveva il diritto di togliere all'uomo ciò che Dio gli aveva dato mentre i protestanti dicevano che le mentalità progrediscono e che il rifiuto del progresso era tipico dei cattolici e che questo atteggiamento li contraddistingueva da quattrocento anni”. Prima di dire che il cattolicesimo è superato, pensateci: scavando dove credete di scorgere superstizioni antiscientifiche, magari scoprirete che il cattolicesimo è resistenza.

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