Tre giorni di chiacchiere per capire il silenzio di Dio

Un convegno di intellettuali per tentare di comprendere la sacralità del tacere

Tre giorni di chiacchiere per capire il silenzio di Dio

La Vergine del Silenzio

Dio tace ma non sempre acconsente. Nell'Apocalisse ad esempio c'è un momento terrificante, poco dopo l'apertura del settimo sigillo, in cui tutto il cielo sta in silenzio per circa mezz'ora; e fra i Salmi uno dei più disperati è quello che si apre su Davide che grida al Signore implorandolo di non restare zitto. Tuttavia non si ode parola. “Se Dio tace, chi lo può condannare?”, domanda Giobbe inquisitorio, e dovremmo ricordarcene quando nella disgrazia scambiamo il silenzio di Dio per assenza. Dio non si esprime; visualizza ma non risponde. Per questo la preghiera ci sgorga meglio quando non prende forma di parola ma resta muto pensiero che vaga per le nostre regioni inconfessabili con indicibile complessità: ci consente di utilizzare la stessa lingua di Dio, conducendoci dove l'articolazione retorica non riuscirebbe a trascinarci.

 

Nel giorno in cui Israele diventa il popolo eletto del Signore, Mosè porta l'annuncio dell'evento ingiungendo alla folla di star zitta, e Geremia raccomandava di star zitti nell'attesa di venire salvati. Tale contatto fra il nostro tacere e il tacere di Dio è, se vogliamo chiamarlo così, il silenzio del sacro. A questo tema l'Università di Bari dedica a partire da oggi un convegno in cui numerosi storici, sociologi, psicologi e intellettuali vari, per cercare di comprendere la profondità di questo silenzio, parleranno per tre giorni.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    01 Aprile 2017 - 14:02

    Ma perché ci si ostina a cercare chi non c'è, chi non ci pensa, chi di noi se ne infischia perché non esiste? Cosa c'è di più bello del credere che tutto quello che vediamo sappiamo e sapremo dell'universo non ha una logica umana ma una logica che non ci appartiene come entità ma solo come parte dell'insieme? Nulla si crea e nulla si distrugge ma si trasforma e l'universo infinito si, infinito, ne è la testimonianza. Il Dio ebreo esiste nelle fantasie del deserto e della fame e voglia di essere. Farlo proprio fu demenziale ed ancora permane e condiziona. Il salto è, sarà credere in noi stessi e nella presa coscienza del limite che ci è riservato.

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  • Dario

    Dario

    01 Aprile 2017 - 11:11

    E' giusto. Dio tace. Gli uomini parlano. E sennò dove sta la differenza?

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