Addio a Colin Dexter, che ha raccontato Oxford a chi non l'ha mai capita davvero

Aveva 90 anni e in Italia sopravvive nel ritardo della pubblicazione del ciclo dell'ispettore Morse

Addio a Colin Dexter, che ha raccontato Oxford a chi non l'ha mai capita davvero

Colin Dexter (foto LaPresse)

A Oxford c'è un quartiere assurdo che si chiama Jericho, una specie di rive gauche collocata a mezza strada fra i monumentali palazzi accademici e il nulla dei campi a perdita d'occhio: è lì che convivono pacificamente la sede della Oxford University Press e un discobar chiamato Freud, ricavato in una chiesa sconsacrata costruita in stile di tempio ionico. È una zona in cui ho vissuto abbastanza a lungo ma che ho capito solo leggendo la descrizione che ne ha dato Colin Dexter: “Anche dai più anziani abitanti del quartiere si riceveranno solo spiegazioni diverse e dubbie circa l'origine dell'affascinante e misterioso nome Jericho. Alcuni diranno che il fischio dei treni che attraversavano il canale rischiava di far crollare le mura delle case; altri faranno allusioni oscure alla sinagoga di Richmond Road e ai traffici, lucrativi e sospetti, che avvenivano nell'ex quartiere ebraico. Ma la maggioranza dei residenti sfodererà un'espressione ottusa, come se fosse stata loro posta una domanda priva di risposta quanto quella sul perché esistano gli uomini, e perché vivano, muoiano e s'innamorino dell'alcol o delle donne”.

 

Quant’è difficile orientarsi a Oxford leggendo il romanzo di Dexter

C’è un mistero in “Niente vacanze per l’ispettore Morse”, giallo di Colin Dexter appena pubblicato da Sellerio, ma non ha niente a che fare con l’identità dell’assassino. Nel risvolto l’editore spiega che la scena del crimine è la chiesa di St. Frideswide a North Oxford. Nel romanzo tuttavia Dexter confonde le acque piazzando la chiesa prima nella zona di St. Ebbe’s, all’imbocco di South Oxford; poi in Cornmarket Street, ossia al centro spaccato della città; infine un po’ più su, all’altezza della biblioteca Taylor.

  

Colin Dexter è morto ieri: era quasi novantenne e aveva chiuso il ciclo di gialli dell'ispettore Morse già alla fine del Novecento. D'ora in poi alla Oxford in cui ha vissuto e di cui ha sempre scritto mancheranno occhi che la scrutino riuscendo a mostrarla a chi non l'ha mai vista e a farla capire a chi ci è passato attraverso, come è accaduto a me leggendolo descrivere il mio quartiere, la mia via, la mia stessa casa. Colin Dexter è morto in Inghilterra ma in Italia sopravvive nel ritardo della pubblicazione del ciclo dell'ispettore Morse: dei tredici romanzi, usciti fra il 1975 e il 1999, da noi ne sono stati pubblicati dieci a partire da pochi anni fa. Cos'è tutta questa fretta a fronte di un quarto di secolo nella vita di un uomo? Chiedo all'editore Sellerio, per favore, di far tradurre gli ultimi tre romanzi lentissimamente.

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Commenti all'articolo

  • Caterina

    Caterina

    23 Marzo 2017 - 22:10

    Superbo ispettore Morse! Da leggere, ma anche da guardare nell'ottima serie TV, accompagnata da splendida musica (ovviamente si gusta al meglio nell'edizione originale).

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  • albertovenier

    22 Marzo 2017 - 19:07

    Un omaggio al GRANDE Colin- Peccato abbia smesso di scrivere dal lontano 1999 i suoi magnifici noir con il mitico Ispettore Morse. Leggetelo e rileggetelo!!!

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