Peggio della giustizia in Thailandia, il caso Consip

A Phuket un insegnante di Grosseto è stato arrestato per aver detto a una poliziotta “Guardi che non ho mica le bombe” durante una perquisizione della valigia in aeroporto. In Italia invece...

Peggio della giustizia in Thailandia, il caso Consip

Foto LaPresse

Che figura, la Thailandia. Avrete letto la storia dell'insegnante di Grosseto in vacanza a Phuket che, sottoposto a perquisizione della valigia in aeroporto, ha detto a una poliziotta: “Guardi che non ho mica le bombe”. La poliziotta ha capito “bombe” quindi lo ha fatto mettere al carcere duro, rinchiudendolo in una cella senza letto né sanitari, coi pasti passati attraverso le sbarre e un buco nel terreno per i bisogni. Avrete letto anche la storia del bigliettino con la “T.” puntata al centro dell'indagine Consip; ma grazie al lavoro degli investigatori pare siano emersi ulteriori elementi. Anzitutto, i bigliettini con la “T.” sono ben due; inoltre, questi bigliettini si collocano in un contesto più vasto. C'è ad esempio un'intercettazione in cui si sente chiaramente: “Facciamo una cosa proprio quadro. Eh. Ogni, per lui. Ogni. Le cose sostanziali da fare sono un. Tenuto da lui, naturalmente”. Lo dice Alfredo Romeo, attualmente agli arresti, rivolgendosi a un amico della persona cui si presume faccia implicito riferimento la “T.”. Se dovesse spargersi la voce non è che rimedieremmo una gran figura, in Thailandia.

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Commenti all'articolo

  • lorenzolodigiani

    06 Marzo 2017 - 21:09

    Caro Gurrado , c'e' sempre di mezzo la cultura. L'esotismo della Tailandia e' preferito ai sassi di Matera, a Capri, alla Sicilia. Ed anche dietro la cultura del sospetto, indegna di un paese libero e democratico, si cela un comportamento pericoloso, ma non immune dall'ignoranza.

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