Chi ride della nonna che pregava la statua del Signore degli Anelli non ha capito niente

Siete sicuri che ci sia sempre da ridere per le notizie spacciate per divertenti?

Chi ride della nonna che pregava la statua del Signore degli Anelli non ha capito niente

Una delle foto postate su Facebook da Gabriela Brandão

Siete sicuri che ci sia sempre da ridere per le notizie spacciate per divertenti? Prendiamo la nonnina brasiliana che ha pregato per anni davanti all'effigie domestica di Sant'Antonio da Padova, fino a che la bisnipote non ha notato trattarsi di una statuetta di un elfo del Signore degli Anelli e ha diramato la balzana notizia su Facebook. Il mondo ha riso della vecchia, fosse miope o fosse ingenua, e pochi hanno pensato all'incommensurabile vortice in cui c'infiliamo pregando, la scommessa abissale di confidare in ciò che è oltre la presenza materiale. Il mondo ha riso della vecchia e quasi nessuno ha considerato la superstizione della bisnipote, la quale è evidentemente convinta che per pregare Sant'Antonio sia necessaria la giusta riproduzione in scala, e che la fede si esaurisca nelle statuette. Il mondo ha riso della vecchia devota a Sant'Antonio degli Anelli senza ricordare che, alle persone che facevano le cose più assurde per raggiungerlo, la più frequente risposta di Gesù era: “La tua fede ti ha salvato”.

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  • alessandro.bazzoli@gmail.com

    alessandro.bazzoli

    11 Gennaio 2017 - 07:07

    Caro Antonio, ti segnalo, sul tema, questa interessante notizia che sta facendo ora il giro dei Social Network cinesi: http://shanghaiist.com/2016/04/07/woman_prays_online_game_character.php

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  • Dario

    Dario

    10 Gennaio 2017 - 17:05

    Gurrado, approvo; nipoti così meglio perderli che trovarli. Nelle nostre campagne usa(va) bruciare l'ulivo delle Palme all'approssimarsi del temporale estivo per scongiurare la grandine. In passato mi sono molto arrabbiato assistendo a questo rito che mi sembrava pura stregoneria. Poi ho capito che era soltanto la prova della fede di chi lo compiva, e che solo in quanto tale andava giudicato. La grandine infatti veniva lo stesso, ma l'anno successivo l'ulivo veniva bruciato di nuovo.

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