E se il Maestro cacciato avesse messo in dubbio l'esistenza di Dio?

Sul negazionismo di Babbo Natale e la nuova fede razionalista

E se il Maestro cacciato avesse messo in dubbio l'esistenza di Dio?

Foto di Youtube

Ma io sto ancora pensando a quel direttore d'orchestra che, durante il musical tratto da un cartone Disney, s'è voltato verso il pubblico di Roma e ha chiuso l'esibizione dichiarando: “Comunque, Babbo Natale non esiste”. Poniamo caso che la platea non fosse stata composta in larga parte di bambini, i quali di lì a un attimo si sono messi a frignare; mettiamo che gli spettatori fossero soli adulti consenzienti, e che al posto di “Frozen” in scena ci fosse il Messiah di Händel, o il Te Deum di Purcell, la Creazione di Haydn o un qualsiasi altro spartito di musica sacra prodotto nei secoli. Fingiamo che a fine numero il direttore si fosse voltato e avesse proclamato ai plaudenti: “Comunque, Dio non esiste”.

La tragedia comica del Maestro cacciato per aver rivelato che Babbo Natale non esiste

La questione decisiva è un'altra: perché una persona pagata per fare un qualcosa si permette di farne un’altra? Da Ughi a Pollini, la lista è lunghissima

Sicuri che sarebbe stato sottoposto allo stesso vilipendio da chi lo ha accusato di avere infranto la magia del momento o di essere un idiota senza meno? Non sarebbe stato acclamato quale eroe del razionalismo, paladino della scienza, innovatore del senso della vita umana? Gli anni passano, le feste pure, ma ogni volta in questa stagione la nostra società non smentisce il proprio cardine: proteggere i bambini illudendoli dell'esistenza di ciò che non esiste e proteggere gli adulti illudendoli dell'inesistenza di ciò che invece esiste.

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Commenti all'articolo

  • andrea.milani82

    02 Gennaio 2017 - 20:08

    Ma vogliamo davvero paragonare una favola (condivisibile o meno che sia) per bambini (e come tali più soggetti all'influenza altrui) con una fede religiosa? Se l'incauto direttore d'orchestra avesse realmente detto quanto ipotizzato dal buon Gurrado, la reazione del pubblico, se davvero animato da incrollabile fede, sarebbe una bella alzata di spalle (indipendentemente dalle lodi della stampa). Da quanto il cattolicesimo è diventata la nuova casa del vittimismo?

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  • m.dimattia

    02 Gennaio 2017 - 20:08

    Sono d'accordo. Anche io credo che dovremmo trattare i sogni dei credenti almeno con lo stesso tatto che riserviamo a quelli dei bambini.

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