Ivan Illich (foto via Wikipedia)

Il gender secondo la profezia di Ivan Illich

Antonio Gurrado
Un saggio è imperniato sull'idea formidabile che la chimera della parità fra i sessi sia in realtà un escamotage per ottenere che le donne lavorino come se fossero uomini.

Evviva! Torna in libreria Ivan Illich e torna con la sua opera capitale (“Genere. Per una critica storica dell'uguaglianza”), scritta nel 1982 ma che aveva dovuto attendere per trent'anni la prima edizione italiana, uscita per merito di Neri Pozza. Questo saggio è imperniato sull'idea formidabile che la chimera della parità fra i sessi sia in realtà un escamotage per ottenere che le donne lavorino come se fossero uomini; ossia, per raddoppiare la forza lavoro dimezzando le retribuzioni e illudendo un criceto sulla ruota di star correndo felice verso la libertà.

 

Questo libro di trent'anni fa contiene altresì l'intuizione di un futuro prossimo in cui “le scelte di diventare dentista, o maschio, o protestante, o manipolatore di geni, meriteranno tutte il medesimo rispetto e renderanno plastiche le persone”; un domani in cui l'ambizione a modellare il mondo secondo la forma arbitraria della propria soggettività irripetibile, cominciando dal “ruolo sessuale”, determinerà l'indifferenziazione di una platea di individui ridotta a clientela informe di consumatori egotici. Adesso che s'è realizzata la profezia del saggio di Ivan Illich, Beat – la costola economica di Neri Pozza e altri editori – ne manda in libreria un'edizione a basso costo e di facile diffusione; ma, perché il senso del libro risulti più chiaro, lo restituisce al suo titolo originale inglese stampandolo direttamente in copertina: “Gender”.

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