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I sindacati

di Andrea Ballarini | 04 Maggio 2012 ore 10:49

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- Hanno rovinato questo paese. Non spiegare come. (Variante: è tutta colpa dei sindacati).

- Hanno fatto tante cose buone. Ma poi hanno esagerato. Tuttavia restano un irrinunciabile presidio democratico. Continuare ad argomentare con andamento sinusoidale.

- Ribadire il proprio ruolo di coscienza critica affermando che da anni il compito a cui si dedicano con maggior impegno è organizzare il concertone del primo maggio.

- Non ci sono più i leader di una volta.

- I giovani non sanno neanche chi era Di Vittorio. Sdegnarsene. Facoltativo sapere esattamente chi fosse Di Vittorio.

- Il problema non è l’articolo 18. Non spiegare quale sia il problema. (Vedi seguente)

- L’articolo 18 è uno specchietto per le allodole. Serve per evitare di occuparsi delle cose davvero importanti.  (Vedi seguente)

- L’articolo 18 di fatto non esiste già più. In mancanza di chiarezza concettuale, aumentare la provocatorietà. (Vedi seguente)

- L’obiettivo da perseguire non è impedire i licenziamenti, bensì favorire la creazione di posti di lavoro. Dirlo con estrema sicurezza esenta dal dover spiegare come.

- Il numero reale di partecipanti a una manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil si otteneva facendo la media tra le cifre comunicate dal Tg di Rete 4 e quelle del Tg3. Da un punto di vista filosofico il licenziamento di Emilio Fede è stato un autogol perché ha messo in crisi il modello corrente di rappresentazione della realtà. Épater le bourgeois tratteggiando analogie con il rogo di Giordano Bruno.

- In Giappone scioperano lavorando con una fascia al braccio. Ironizzare, anche in modo politicamente scorretto.

- Dichiararsi contrari a ogni teoria complottista; di seguito sostenere che gli Stati Uniti abbiano favorito l'affermazione dei sindacati in Italia al fine di allargare la classe media cui vendere i loro prodotti. Cercare la rissa.

- Teorizzare che l’eleganza di Fausto Bertinotti fosse un fenomeno di osmosi dovuto alla frequentazione dell'Avvocato durante gli anni da segretario della Cgil piemontese.

- Un tempo, per fare il leader sindacale nel nostro Paese era necessario avere dei requisiti ben precisi: per esempio, fumare la pipa.

- Secondo i telegiornali i vertici tra governo e parti sociali si chiudono sempre con una grande sconfitta o una grande vittoria per il sindacato. Rivalutare il pareggio.

- Aforisma. L'unità sindacale è come una vecchissima moglie: priva di attrattive, ma di tanto in tanto è educato dire di desiderarla ancora.

- Usare il termine "padronato". Se qualcuno stigmatizza l’anacronismo, replicare con sottile ironia che una rosa anche con un altro nome avrebbe lo stesso il suo profumo.

- Non è mai stato appurato se si odiasse Agnelli perché era troppo bello, troppo aristocratico, troppo chic o perché indossava l'orologio sopra il polsino. Al contrario è certo che Marchionne risulterebbe troppo normale anche se indossasse le mutande sopra i pantaloni.

- Ammirare la Romy Schneider de “La califfa”, idealizzazione erotico-operaia del cinema italiano degli anni Settanta. Astenersi dal citare "Godere operaio" di Milly D'Abbraccio.

© FOGLIO QUOTIDIANO


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